L’indice del sentimento industriale thailandese è sceso al livello più basso degli ultimi sette mesi a maggio, a causa della debolezza del potere d’acquisto, dell’aumento dei costi e delle preoccupazioni politiche. E’ quanto ha dichiarato oggi la Federazione delle Industrie Thailandesi (FTI). La FTI ha dichiarato in particolare che il suo indice di sentimento industriale è sceso a 88,5 a maggio da 90,3 ad aprile.
L’economia è cresciuta dell’1,5% nel primo trimestre rispetto a un anno prima, rallentando rispetto alla crescita dell’1,7% del trimestre precedente. La banca centrale prevede una crescita del 2,6% quest’anno, dopo l’espansione dell’1,9% dello scorso anno. A maggio il costo del denaro è rimasto al 2,50% per la quarta riunione consecutiva, come ampiamente previsto, nonostante un’inflazione vischiosa ed alta.
Nel 2020 la seconda economia più grande del sud-est asiatico è entrata in una grave recessione a causa della pandemia. In quell’anno il PIL è sceso del 6,1%: la più grande contrazione della Thailandia dalla crisi finanziaria asiatica. Ora la crescita economica sarà stimolata da un’industria turistica in ripresa e dal miglioramento dei consumi privati. Per la Thailandia il turismo è un settore molto importante. Esso contribuisce a circa il 20% del PIL con un record di 39 milioni di turisti internazionali che hanno visitato il Paese nel 2019, prima dell’inizio di COVID-19. Questi flussi hanno portato all’economia 64 miliardi di dollari.