A maggio l’Istat stima, per le vendite al dettaglio, una variazione congiunturale positiva sia in valore sia in volume (rispettivamente +0,4% e +0,2%). Le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+1,1% in valore e +0,8% in volume), mentre quelle dei beni non alimentari sono in calo (-0,2% in valore e in volume).
Su base tendenziale le vendite al dettaglio aumentano sempre dello 0,4% in valore e diminuiscono dello 0,8% in volume. Le vendite dei beni alimentari sono in crescita dell’1,4% in valore e in calo dello 0,8% in volume, mentre quelle dei beni non alimentari diminuiscono sia in valore sia in volume (rispettivamente -0,3% e -0,8%).
Rispetto a maggio 2023, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento per la grande distribuzione (+0,9%) e le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%), mentre è in calo per le vendite al di fuori dei negozi (-1,6%) e il commercio elettronico (-1,4%).
«Rialzo insoddisfacente. Un lieve recupero dopo i cali congiunturali di aprile e marzo. Va un po’ meglio per le vendite alimentari, anche se era inevitabile un rimbalzo dopo il crollo dello 0,6% del mese precedente. Gli alimentari, grazie al calo dell’inflazione, sono in territorio positivo anche in volume, ma anche in questo caso salgono dello 0,8% su aprile quando in aprile erano scese dello 0,8% su marzo. Insomma, sali e scendi a parte, restano stabili su due mesi fa – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Su base annua, poi, in volume non c’è un indicatore positivo: -0,8% sia per alimentari che per non alimentari. Attendiamo, quindi, i prossimi mesi per vedere l’effettivo andamento delle vendite».