I super ricchi del pianeta sono sempre più ricchi ma sempre meno tassati. La ricchezza media di un esponente dell’1% più facoltoso su scala globale è aumentata di quasi 400.000 dollari contro i 335 dollari (appena 9 centesimi al giorno), incamerati in media da un rappresentante appartenente al 50% più povero del pianeta. È quanto emerge da un’analisi di Oxfam diffusa oggi, in occasione del vertice dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20, in programma a Rio de Janeiro, in Brasile, fino a venerdì.
Negli ultimi 40 anni la quota di reddito nazionale dell’1% dei percettori di redditi più elevati nei Paesi del G20 è cresciuta del 45%, mentre l’aliquota massima dell’imposta sui redditi (nella media del G20) si è ridotta di circa un terzo. I miliardari globali hanno, in media, versato su base annua agli erari l’equivalente irrisorio dello 0,5% del valore dei propri patrimoni.
«La richiesta di aumentare le imposte sui più ricchi è sostenuta da una parte consistente dell’opinione pubblica mondiale – ha detto Misha Maslennikov, policy advisor su giustizia fiscale di Oxfam Italia. – Preoccupati e indignati, i cittadini reclamano sistemi fiscali più equi, un’azione più incisiva contro la crescente concentrazione di ricchezza e potere al vertice della piramide sociale, risorse certe e adeguate per contrastare l’avanzamento della povertà, l’ampliamento dei divari economici e la crisi climatica in corso. A fronte di una simile richiesta di maggiore giustizia distributiva, c’è da chiedersi se i governi del G20 mostreranno volontà politica e decideranno di cooperare su misure coordinate di tassazione degli ultra-ricchi o se invece, malauguratamente, preferiranno mantenere l’attuale iniquo status quo».
Intanto a margine del G20 in Brasile il ministro Giorgetti ha incontrato il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga, e insieme al governatore della Banca Centrale Fabio Panetta, la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva. Secondo quanto emerge gli incontri si sono concentrati sui piani di sviluppo economico, tra cui il Piano Mattei, e sui progressi positivi dell’economia italiana.