Mobilità sostenibile e mobilità del futuro: di questi temi il nostro direttore editoriale, Matteo Vallero, ha parlato con Pierluigi Di Palma, Presidente di Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile, intervistato negli studi romani di Business24.
Decarbonizzazione e digitalizzazione: due temi molto caldi per vari settori, anche per il trasporto aereo. Presidente, in generale a che punto siamo? E cosa l’Enac sta facendo per un’aviazione civile più sostenibile e più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico?
«Innanzitutto abbiamo elaborato un Piano nazionale degli Aeroporti sulla riconciliazione tra trasporto aereo ed ambiente, tentando di superare un pregiudizio ideologico che ha fatto del trasporto aereo il colpevole numero uno dell’inquinamento. In realtà è responsabile su questo fronte in misura molto marginale ma siccome parliamo di un settore in netto sviluppo ci siamo posti, non solo in Italia ma nel mondo, il problema di portarlo ad essere l’elemento di nobilità guida sul percorso della sostenibilità, così come su tutto il resto delle attività produttive. Abbiamo quindi ben accettato la sfida della decarbonizzazione al 2050, come indicato dall’Europa, ed in questo il nostro Paese sta dando delle riposte importanti, tanto che l’aeroporto di Trieste, tre anni in anticipo rispetto alla scadenza del 2030, sarà il primo scalo in Europa completamente decarbonizzato. A sollecitare le imprese sono da un lato i ritorni economici, perché usando le energie alternative come il fotovoltaico risparmiano sulla bolletta elettrica, dall’altra hanno la possibilità di riconciliarsi con l’ambiente. In questo percorso quindi i soggetti aeroportuali hanno delle risposte importanti tanto da arrivare anche in anticipo rispetto alle date dell’Europa. C’è anche da dire che abbiamo però contestato all’Ue i principi di elettrificazione perché sul piano operativo gli obiettivi al 2050 sono impensabili. A Malta è stata approvata una risoluzione tutta italiana in cui denunciamo che al 2050 le flotte del trasporto aereo saranno tali e quali al quelle odierne, salvo diversi miglioramenti legati alla compatibilità ambientale».
Parliamo ora di evtol, veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale, che apre una “terza dimensione” innovativa per il trasporto locale nelle città europee. L’Enac è pioniera in questo in Europa?
«Assolutamente sì. Uno degli ultimi viaggi che ho fatto è stato a Seattle per Amazon che sta sviluppando un servizio di logistica completamente innovativo che prevede l’utilizzo del drone elettrico per la consegna dei pacchi. A Seattle è già una realtà in via sperimentale e presto arriverà anche da noi che saremo primi in Europa. Credo che il drone merci diventerà presto un nostro compagno di vita così come oggi lo è il telefonino. Noi stiamo garantendo la certificazione europea (FE ed EASA) a questo drone che sarà completamente autonomo, verrà governato a distanza e potrà fare 12 kilometri. EASA ci ha riconosciuto anche un ruolo leader nel proseguo di questo percorso in cui si prevede che l’operatore dovrà gestire contemporaneamente 10 droni. L’obiettivo è arrivare anche in Italia a consegnare i pacchi due ore dopo aver effettuato l’ordine».
L’intervista completa a Pierluigi Di Palma (Enac) è andata in onda sul canale 410 del digitale terrestre
Quando e dove vedremo invece i primi aerotaxi elevarsi nei cieli d’Italia? Saranno usati anche per il Giubileo 2025 a Roma e per le Olimpiadi 2024 in Francia?
«Si tratta senza dubbio di un’altra sfida molto più importante ma meno prossima ad una reale realizzazione. Ormai il drone merci lo diamo per scontato mentre per l’aerotaxi ci vorrà più tempo, visto che il progetto è in via del tutto sperimentale. Credo che in Francia già adesso si riuscirà a fare un tentativo con le Olimpiadi ed il prossimo anno a Roma riusciremo a garantire il collegamento con Fiumicino. Ma c’è molto da fare e credo che, come per i droni merci, anche l’aerotaxi diventerà una prassi sul fronte del trasporto urbano ed extra urbano».
Parliamo ora di infrastrutture: c’è una corsa fra le compagnie per produrre gli aerei più evoluti e tecnologici?
«Stiamo vivendo purtroppo una fase di stasi dovuta al rallentamento di produzione e consegne di ordini di aeromobili nella fase del Covid. Molti operatori lamentano oggi il fatto di avere in flotta pochi aerei rispetto a quelli previsti, anche perché nel frattempo hanno dovuto dismettere alcuni mezzi oramai attempati. Ora la produzione massiccia sta riprendendo grazie al fatto che il trasporto aereo si avverte essere oggi un elemento chiave della vita non solo personale ma anche economica. Lo sviluppo può avvenire solo realizzando infrastrutture che prevedono l’integrazione delle basi logistiche e l’Italia in questo si sta portando avanti. Basti pensare a Torino che da capitale industriale diventerà sicuramente una città turistica importante ed in quest’ottica sta crescendo molto il trasporto aereo integrato alle ferrovie a poco prezzo».
Il Presidente ha concluso parlando di numeri. Dopo un 2023 da record l’Italia continua il trend e sul fronte del trasporto aereo cresce più dei Paesi continentali. Anche il problema dei ritardi non riguarda direttamente le nostre compagnie ma è di derivazione europea tant’è vero che il traffico con l’America è assolutamente puntale ed in crescita. Parliamo di un +40%. E sempre sul fronte dei numeri l’Enac ha registrato nel primo semestre del 2024 una crescita del +12% del numero dei passeggeri e del +18% nel comparto cargo. Dati che sanciscono il superamento definitivo del periodo buio legato alla pandemia, superando anche i volumi pre-Covid (2019).