Si avvicina il giorno di riapertura delle scuole e con esso anche la stangata per i genitori che quest’anno secondo quanto denunciato dall’Unione Nazionale Consumatori su dati Istat potrebbero dover pagare un +3%, sul prezzo dei libri. Ovvero un aumento superiore al tasso di inflazione del 2,3% anche se inferiore all’8,1% visto nel 2022. Più calmierato il rialzo su quadernoni e carta in generale fermo a 1,1% in più rispetto a un anno fa anche se, allargando il raggio si scopre che si paga il 10,4% in più rispetto a due anni fa e addirittura il 18,5% nel confronto con il 2021. Per il resto della cancelleria in generale si parla di una media del + 3,2% sul 2023, del 9% sul 2022 e del 16,1% sul 2021.
Chi invece frequenta l’università dovrà affrontare un + 7,2% sul 2023 (+13,1% sul 2021) per il pagamento degli alloggi scolastici.
“Studiare fuori sede sta diventando sempre più un lusso. Il Governo deve intervenire, sia affrontando il problema dell’emergenza abitativa, sia quello del caro scuola, ad esempio varando un decreto urgente che modifichi la Legge 27 luglio 2011, n. 128, che nel 2020, per fare un favore ai librai, è stata ulteriormente peggiorata, danneggiando le famiglie e vietando alle grandi catene di supermercato e alle piattaforme digitali di poter fare sconti sui libri scolastici superiori al 15% del prezzo di copertina, anche sotto forma di buoni spesa. Nel 2019 i ribassi arrivavano, grazie ai buoni sconto, anche al 25%, mentre ora non possono superare quella soglia. Una tassa occulta del 10% a danno dei consumatori. Urge eliminare ogni vincolo agli sconti sui libri scolastici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Quali consigli dare? La risposta arriva dalla stessa UNC che offre uno schema sintetico parlando di acquisti dei libri presso la GDO, on line, usati, in ebook (opzione che alleggerisce sia la spesa che lo zaino) e sempre che la scuola consenta l’uso del tablet.
Da non escludere altre opzioni come lo scambi tra studenti e la sharing economy ovvero condividere lo stesso testo con altri. . Controllare anche la presenza del testo richiesto in biblioteche con prestito o comodato d’uso.
Altra opzione, gli acquisti all’ingrosso oppure, con professori volenterosi, la dispense.
Alle dichiarazioni dell’Unione Nazionale Consumatori risponde, però, Antonio Terzi Presidente SIL (Sindacato Italiano Librai) Confesercenti che in una nota ha sottolineato «mi riferisco alla richiesta punitiva nei confronti dei librai, ai quali sarebbe stato fatto un favore limitando il tetto massimo di sconto sui testi scolastici al 15% come avvenuto con Legge 15/2020. Mi chiedo quale sarebbe questo “favore”, considerato che il margine che gli editori riservano ai librai sui testi scolastici è ormai ben inferiore al 15% citato. In soldoni un libro che prezza di copertina 10€ lo paghiamo grossomodo 8,70 / 8,80€ (con la GDO che lo vende al pubblico 8,50€). Quindi, il favore sarebbe forse di averci concesso di lavorare un po’ meno in perdita? Il vero scandalo è consentire alla GDO di vendere questi testi con il 15% di sconto al pubblico quando si tratta di tutta evidenza di una vendita sottocosto non dichiarata ( e quindi illecita ), visto che ben conosciamo le condizioni di rifornimento della Grande Distribuzione, non difformi dalle condizioni riservate ai librai. Questione più volte denunciata, anche recentemente, ai competenti ministeri. Come è uno scandalo che ci si ritrovi ogni anno con queste polemiche e con le difficoltà delle famiglie senza che nessun governo se ne sia mai fatto carico. Stupisce poi che l’associazione citata suggerisca per risparmiare il ricorso ad operazioni illecite. Stupisce meno, ahinoi visto che è un disco rotto, il consiglio (disinteressato?) di frequentare solo supermercati e online».