Secondo Confcommercio le spese obbligate sono pari al 41,8% dei consumi delle famiglie e occorre accorpare le aliquote Irpef riducendo il carico fiscale. «Le spese obbligate, soprattutto quelle legate all’abitazione, penalizzano sempre di più i bilanci delle famiglie e di conseguenza riducono i consumi. Consumi che sono la principale componente della domanda interna. Per sostenerli occorre confermare l’accorpamento delle aliquote Irpef e ridurre progressivamente, e in modo strutturale, il carico fiscale». Ad affermarlo è il presidente Carlo Sangalli.
Secondo UNC è necessario ridurre carico fiscale ai meno abbienti. «Per rilanciare i consumi delle famiglie, che rappresentano il 60% del Pil, urge ridare capacità di spesa ai ceto meno abbienti. Con un debito pubblico che sta raggiungendo i 3000 miliardi non possiamo pensare di ridurre il carico fiscale a tutti, ma dobbiamo concentrare le poche risorse disponibili sugli italiani che faticano ad arrivare a fine mese, sia per un fatto di equità, sia per una ragione economica, dato che il primo quintile della popolazione, ossia il 20% più povero, ha una propensione marginale al consumo che è doppia rispetto all’ultimo quintile, ossia al 20% della popolazione più benestante – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Insomma, se si riducono le tasse anche a chi non ha comunque problemi a spendere, gli effetti sul Pil saranno minimi. Serve poi una legge sulla concorrenza completamente rinnovata rispetto a quella presentata dal Governo e che abbia come scopo quello di ridurre le spese obbligate degli italiani, aumentando la concorrenza in quei settori».