Risulta in calo la produzione industriale in Italia. L’Istat stima che a luglio l’indice in questione sia diminuito dello 0,9% rispetto a giugno (dopo due mesi di crescita e contro attese per un calo dello 0,2%). Si registrano aumenti solo per l’energia (+2,3%), mentre sono in calo i beni intermedi (-0,7%), i beni strumentali (-1,2%) e i beni di consumo (-2,3%).
Su anno l’indice complessivo diminuisce del 3,3% ed anche in questo caso si registrano incrementi solo per l’energia (+1,5%); calano, invece, i beni intermedi (-2,8%) e in misura più accentuata i beni strumentali (-4,2%) e i beni di consumo (-5,2%).
Nella media del periodo maggio-luglio si evidenzia un calo del livello della produzione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
«Un disastro! Uno sfacelo! Prosegue la rovinosa caduta della produzione industriale che registra il 18° calo tendenziale consecutivo! Un capitombolo che dura ininterrottamente da febbraio 2023. Una situazione grave, un pantano dal quale si può uscire rilanciando i consumi degli italiani, ridotti al minimo per mancanza di soldi – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Secondo lo studio dell’associazione, la produzione di luglio 2024, nel confronto con gennaio 2023, ossia prima che iniziasse la discesa, è inferiore del 5,1% nei dati destagionalizzati. Per i beni di consumo il gap è dell’8,5%, che sale all’11,8% per i beni di consumo durevoli. Il fatto che il dato più negativo sia quello dei beni di consumo durevoli, è la dimostrazione che l’andamento negativo della produzione è collegato alla difficoltà delle famiglie, costrette a rinunciare all’acquisto di queste spese non obbligatorie».