La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha accolto il ricorso Fininvest e ha annullato la decisione della Bce del 2016, che negava l’acquisizione di una partecipazione qualificata in Banca Mediolanum eccedente il 9,99% da parte di Silvio Berlusconi.
«La Bce – spiega la Corte con un comunicato – non poteva legittimamente opporsi alla detenzione della suddetta partecipazione, dato che la situazione risultava unicamente dalla conservazione, da parte dell’interessato, di una partecipazione qualificata che egli aveva acquisito prima del recepimento delle disposizioni del diritto dell’Unione sulle quali la Bce si era basata».
La decisione era motivata allora dalla mancanza del requisito di onorabilità di Silvio Berlusconi.
Secondo la Corte, la Bce non poteva legittimamente opporsi alla detenzione da parte di Berlusconi di una quota per una situazione che risultava unicamente dalla conservazione di una partecipazione qualificata che aveva acquisito prima del recepimento delle disposizioni del diritto dell’Unione, su cui l’istituto centrale si era basato.