Calano sensibilmente, in Italia, gli investimenti in startup: nel 2023 il volume di round (investimenti ad alto rischio, ndr) raccolti è stato pari a circa 1,130 miliardi di euro, in flessione del 51,5% rispetto all’exploit del 2022, quando si sono raggiunti i 2 miliardi di euro circa.
In Italia gli investimenti in startup non crescono per colpa della troppa poca cultura finanziaria, secondo l’analisi realizzata da Startup Geeks, incubatore online italiano di startup e società attiva nel campo della formazione imprenditoriale.
Nel primo semestre del 2024, infatti l’Italia ha registrato una significativa contrazione negli investimenti nelle startup, con un calo del 24% rispetto allo stesso periodo del 2023. Sono state infatti realizzate 135 operazioni, rispetto alle 177 dell’anno precedente.
Questa tendenza è stata riflessa anche nell’ammontare complessivo degli investimenti, che è sceso a circa 356,61 milioni di euro, segnando una diminuzione del 30,07% rispetto ai 510 milioni di euro raccolti nello stesso periodo dell’anno scorso.
Alessio Boceda, co-fondatore di Startup Geeks: «Il calo degli investimenti è sintomatico di una cultura finanziaria non ancora matura, che preferisce investimenti più tradizionali e meno rischiosi. Secondo una recente ricerca del Politecnico di Milano, infatti, le aziende italiane tendono a investire in settori vicini al proprio core business con ticket di investimento medi relativamente bassi e scelgono di interagire con le startup tramite iniziative di Open Innovation e rapporti cliente-fornitore, piuttosto che attraverso investimenti diretti, indicando una certa riluttanza a scommettere su nuovi progetti».