L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha reso noto di avere avviato un’istruttoria nei confronti di Shein per possibile pubblicità ingannevole. Nel mirino è finito Infinite Styles Services CO. Limited con sede a Dublino, che gestisce il sito web italiano dell’azienda cinese di e-commerce. «Potrebbero essere ingannevoli/omissivi i messaggi promozionali presenti sul sito web italiano shein.com relativi alla sostenibilità ambientale dei capi di abbigliamento a marchio Shein», si legge in una nota.
Secondo l’Agcm “a fronte della crescente sensibilità dei consumatori per l’impatto delle loro scelte di consumo sull’ambiente, la società cercherebbe di veicolare un’immagine di sostenibilità produttiva e commerciale dei propri capi d’abbigliamento attraverso asserzioni ambientali generiche, vaghe, confuse e/o fuorvianti in tema di ‘circolarità’ e di qualità dei prodotti e del loro consumo responsabile“.
Nell’avvio istruttorio l’Autorità ipotizza anche che la società adotterebbe strategie di comunicazione con tratti ingannevoli/omissivi in tema di sostenibilità, considerato anche l’impatto ambientale del proprio settore di attività, quello del cosiddetto “fast o super fast fashion”.
Fondata dall’imprenditore cinese Chris Xu nel 2012, Shein da allora è cresciuta fino a diventare un mercato globale della moda, servendo clienti in più di 150 paesi e impiegando più di 11.000 persone, secondo il suo sito web. Sfornando migliaia di nuovi design al giorno, ha un modello di vendita diretta che si rivolge ai suoi milioni di follower sui social media e fa un uso massiccio di influencer e codici sconto.
Shein ha avuto una crescita vertiginosa negli ultimi anni dopo aver conquistato i consumatori di tutto il mondo con i suoi design alla moda, l’assortimento infinito e i prezzi stracciati. Ma ha dovuto affrontare anche una serie di sfide lungo il percorso e affrontare accuse di utilizzo del lavoro forzato nella sua catena di fornitura , di violazione delle leggi sul lavoro, di danni all’ambiente e di furto di progetti di artisti indipendenti.