La banca centrale cinese ha chiesto agli istituti commerciali di tagliare i tassi ipotecari per le case esistenti fino a 30 punti al di sotto del tasso primario.
La mossa, che entrerà in vigore entro il 31 ottobre, è mirata ad alleviare gli oneri finanziari dei proprietari di immobili e ad alleggerire il peso dei mutui sulle famiglie colpite dalla frenata dell’economia.
In particolare le banche commerciali devono procedere entro il 31 ottobre a una limatura di non meno di 30 punti base al di sotto del tasso di prestito primario (Lpr), il riferimento della Pboc per i mutui.
Ricordiamo che i tassi LPR sono i tassi di riferimento sui prestiti che vengono stabiliti mensilmente da 18 banche cinesi. La Pboc basa i suoi tassi di prestito di riferimento ogni mese sulla base delle quotazioni dei principali istituti di credito del Paese. Le banche, a loro volta, valutano i nuovi prestiti utilizzando il tasso primario di prestito come riferimento. I tassi LPR (loan prime rate) a 1 anno sono i tassi di riferimento per la determinazione dei tassi sui prestiti che le banche commerciali erogano a favore di famiglie e imprese che rientrano nella cosiddetta categoria di clientela migliore, mentre i tassi LPR a 5 anni sono i tassi per la determinazione delle rate sui mutui.
A settembre la Pboc li ha lasciati fermi, con grande sorpresa degli analisti.
18 banche commerciali nazionali devono rilasciare i loro piani di adeguamento prima del 12 ottobre.
Un tempo il settore immobiliare rappresentava più di un quarto dell’economia cinese. Il settore è crollato dopo la repressione di Pechino nel 2020 sugli alti livelli di debito degli sviluppatori. Ma il declino ha anche intaccato le entrate degli enti locali e la ricchezza delle famiglie.