Il mondo dell’editoria è ancora e sempre più in fermento, mai contrario all’innovazione di cui è anzi un fautore. Tra tutti l’Aie, l’associazione degli editori italiani, l’ha sempre valorizzata come elemento di crescita culturale, sociale ed economica. Il presidente, Innocenzo Cipolletta, ha parlato del mondo del libro insieme al nostro direttore editoriale Matteo Vallero negli studi di Business24tv, soffermandosi su vari aspetti: dalle criticità del settore ai punti di forza, dall’innovazione tecnologica ai cambiamenti che questa comporta per l’editoria, fino all’intelligenza artificiale.
L’editoria italiana è in difficoltà da anni ormai, quali sono le maggiori criticità?
«Abbiamo avuto nel corso degli anni un rimbalzo, il settore è presente abbastanza bene. La più grossa criticità per i piccoli editori sta nell’adeguarsi alle nuove tecnologie e nuovi sistemi di vendita. Il mercato del libro ha poi una difficoltà in sé che risiede nel fatto che in una parte di Italia si legge meno, nel Mezzogiorno è indietro con tassi di scolarità che rendono meno predisposti alla lettura».
E cosa servirebbe, anche a livello di provvedimenti governativi, per dare una scossa al settore?
«I provvedimenti fondamentali sono nell’impegno nella scuola, investire nella scuola e nelle biblioteche. Una popolazione più istruita legge di più. Tanti sono stati i provvedimenti per far accedere i giovani ai libri. Negli anni passati c’era per esempio un buono, una carta con cui i giovani fino a 18 anni potevano avvicinarsi ai libri ma anche a altri servizi culturali. Questa carta è stata depotenziata adesso».
Qual è la situazione in merito alle figure professionali e nuove competenze nel mondo dell’editoria? Ci sono professionalità mancanti?
«Il mondo del libro è stato investito più di altri dall’innovazione tecnologica, il prodotto che era cartaceo sta diventando sempre di più digitale. La combinazione tra carta e digitale è molto forte ed oggi abbiano difficoltà a reperire competenze di grafica o prodotti misti».
Quanto incide la tecnologia sull’editoria tradizionale? In quanti scelgono ancora il libro cartaceo piuttosto che leggere a minor costo un e-book?
«Il libro di carta continua a avere il suo fascino, più della metà dei libri viene comprato in libreria e a mio avviso continuerà per molto questo uso. Spesso si uniscono anche le due modalità di fruizione, quella cartacea con quella digitale».
L’intervista completa ad Innocenzo Cipolletta (Presidente AIE) è andata in onda sul canale 410 del digitale terrestre
Ad ottobre dal 16 al l’Italia torna come Ospite d’Onore alla Fiera del libro di Francoforte. Cosa di aspetta da questo appuntamento e che numeri?
«La Fiera di Francoforte è la grande vetrina mondiale del libro e di tutto il mondo dell’editoria. Ci aspettiamo l’internazionalizzazione del settore, noi vendiamo e compriamo molti titoli. Abbiamo una quantità di presenza nell’Europa occidentale. Per l’Italia e la cultura italiana nel mondo è un momento cruciale per far conoscere sempre di più il nostro Paese e la sua cultura. L’Aie raggruppa gli editori che producono almeno una ventina di libri l’anno. Scritti alle case editoriali sono più di 5000 ma che producono libri sono circa 3000 e noi ne raggruppiamo circa il 96%. Il fenomeno dei booktokers è sicuramente positivo perché fa avvicinare il mondo dei giovani ai libri e fa nascere anche nuovi autori. Molti giovani si sentono stimolati da questi tiktoker».
Chi ha un libro nel cassetto a chi dovrebbe rivolgersi per realizzare il suo sogno di pubblicazione?
«Il consiglio è quello di studiare e soprattutto leggere tanto perché è la lettura che ci permette di avere i giusti strumenti, Oggi come oggi ci sono tanti strumenti per essere presi in considerazione. Non si deve pensare subito al successo ma alla perseveranza».
Parliamo di intelligenza artificiale, uno degli aspetti più insidiosi potrebbe essere quello della protezione della proprietà intellettuale?
«L’intelligenza artificiale è al tempo stesso una grande opportunità e un grande rischio. I rischi sono stati ben individuati dalla comunità europea. La produzione letteraria con il rispetto della proprietà intellettuale se non è ben tutelata è un problema e bisogna cautelarsi dai falsi. AI altro non è che un grande motore di opere letterarie e questo non ci deve sostituire ma far aumentare l’efficienza per permetterci di risparmiare tempo nel cercare e reperire le informazioni di cui abbiamo bisogno».
La tecnologia rivoluzionerà sicuramente il settore dell’editoria forse più di altri, ma quello a cui tiene in particolare modo l’Aie è chiedere maggiore attenzione per le disparità culturali, ridurre il gap tra Mezzogiorno d’Italia e il Nord dove la scolarizzazione è più avanti e conseguentemente la predisposizione alla lettura. Il presidente Cipolletta insiste sulle priorità dettate, valorizzare le diversità del nostro Paese e investire su infrastrutture per il mondo del libro, biblioteche e librerie, luoghi ancora suggestivi e fondamentali per il settore dell’editoria.