La Banca centrale europea probabilmente taglierà i tassi di interesse il 17 ottobre, poiché la crescita economica è debole e ciò aumenta il rischio che l’inflazione non raggiunga l’obiettivo del 2%. Questo è quanto sostiene il presidente della Banca centrale francese Francois Villeroy de Galhau che al quotidiano La Repubblica ha detto: «negli ultimi due anni il nostro rischio principale è stato quello di superare il nostro obiettivo del 2%. Ora dobbiamo anche fare attenzione al rischio opposto, di non raggiungere il nostro obiettivo a causa di una crescita debole e di una politica monetaria restrittiva per troppo tempo».
Ha affermato che la BCE dovrebbe tornare al tasso “neutrale”, che non rallenta né stimola la crescita, nel corso del 2025. «Se l’anno prossimo manterremo un’inflazione sostenibile al 2% e con prospettive di crescita ancora deboli in Europa, non ci sarà motivo per cui la nostra politica monetaria debba rimanere restrittiva e i nostri tassi debbano essere superiori al tasso di interesse neutrale. La vittoria contro l’inflazione è in vista, ma non è una ragione per adagiarsi sugli allori e abbandonare la rotta prestabilita», ha affermato ancora Villeroy.
La presidente della BCE Christine Lagarde la scorsa settimana ha dato il segnale più forte finora , ovvero che un taglio dei tassi sarà imminente a ottobre, e da allora i decisori politici si sono schierati al suo fianco. La BCE ha già tagliato i tassi dai massimi storici due volte quest’anno e ora i mercati si aspettano un allentamento della politica monetaria ancora più rapido, con le mosse di ottobre e dicembre pienamente scontate.