Il giorno dopo la “prima” dell’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares in Parlamento, e il duro confronto con le forze di maggioranza e quelle dell’opposizione, che lo hanno accusato di non avere spiegato come intenda invertire il declino industriale dell’automotive nel nostro Paese e di continuare a battere cassa, non è all’insegna della quiete.
Il manager, che ha parlato in inglese davanti alle commissioni Attività Produttive della Camera e Industria del Senato, ha ribadito, in modo pacato, che il gruppo non lascerà l’Italia e non venderà siti. Alla politica ha chiesto maggiore spirito collaborativo.
Ma la politica continua a non abbassare i toni. «Il settore in crisi anche per colpa sua. L’ad di Stellantis Carlos Tavares, dovrebbe vergognarsi e chieder scusa», ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini all’inaugurazione della M4 a Milano.
«Non è più in condizioni di chieder niente per come hanno mal gestito e male amministrato un’azienda storica italiana . L’ad e la dirigenza di Stellantis – ha continuato il leader della Lega – dovrebbero chiedere scusa agli operai, agli ingegneri, ai tecnici, agli italiani e alla storia dell’auto italiana».
«Nelle reazioni di parlamentari e dei sindacati credo che Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, «si sia reso conto che il sistema paese unito, maggioranza e opposizione, sindacati e imprese, chiedono alla grande multinazionale di restare in Italia e di affrontare con noi la sfida della transizione che il nostro paese può fare meglio di altri, l’importante è che ciascuno faccia la sua parte e gli stabilimenti tornino a un livello di produzione più consono, altrimenti costi sono più elevati». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo in collegamento con il 39esimo convegno di Capri dei Giovani di Confindustria.
Mentre Landini leader Cgil parla di situazione drammatica e di un intervento diretto di Palazzo Chigi: «Sono 2 anni che chiedevamo che Tavares venisse in parlamento e che chiediamo che palazzo Chigi convochi Tavares», ha detto sottolineando che Stellantis non ha investito in questi anni, neanche in ricerca e sviluppo, e che la produzione nel 2024 scenderà sotto 300 mila unità: non succedeva, ha detto, dal 1957. Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ad “Amici e nemici” su Radio 24.
Non risparmia critiche nemmeno il numero di Confindustria Emanuele Orsini, in riferimento a Stellantis: «Noi abbiamo bisogno che le produzioni in Italia vengano mantenute. E chiedere ulteriori incentivi mi sembra onestamente una pazzia», dice il presidente di Confindustria Orsini.
«Noi abbiamo bisogno di piani industriali seri, imprese che siano serie sul territorio e che restino, ovviamente, a costruire i propri prodotti nel nostro Paese», sottolinea il leader degli industriali a margine del convegno dei Giovani Imprenditori a Capri.
«Transizione 5.0 – dice anche Orsini – è misura per le imprese fondamentale, abbiamo bisogno ovviamente di semplificarla perché la verità è che le nostre imprese stanno facendo fatica anche ma per le regole chieste dall’Europa che mettono in difficoltà, soprattutto sulla parte energetica».