A quasi quattro mesi dal suo insediamento, il nuovo governo laburista del Regno Unito ha presentato una prima manovra finanziaria che prevede aumenti delle tasse pari a 40 miliardi di sterline. La decisione, illustrata dal ministro delle finanze britannico Rachel Reeves, permetterebbe di alleviare il buco di bilancio di 22 miliardi che era stato denunciato come eredità del precedente governo conservatore e rilanciare gli investimenti pubblici.
Sotto i riflettori anche un aumento dell’importo versato dai datori di lavoro nella National Insurance (una tassa che deve essere pagata da chiunque lavori nel Regno Unito e che guadagna oltre 184 sterline a settimana). Il piano prevede anche aumenti dell’imposta sulle plusvalenze e sulle tasse delle scuole private, un congelamento delle accise sui carburanti e l’abolizione del controverso regime fiscale “non-dom” (regime fiscale ampiamente agevolato per i non residenti).
Reeves ha anche garantito l’impegno del governo per stanziare un budget più elevato per il Servizio Sanitario Nazionale e 5 miliardi di sterline per finanziare un piano di edilizia pubblica da chiudersi entro questa legislatura.