«Questo è un voto fra il caos e la divisione e la libertà».
Lo afferma Kamala Harris nel discorso pronunciato dall’Ellipse, il grande prato alle spalle della Casa Bianca dove il 6 gennaio del 2021 Donald Trump radunò i suoi sostenitori e li invitò a combattere come dei dannati contro la certificazione della vittoria di Joe Biden.
La vicepresidente degli Stati Uniti, Harris, ha inaugurato l’ultimo tratto della campagna elettorale in visita delle elezioni presidenziali del 5 novembre. La scelta dell’Ellipse non è stata casuale: da settimane in difficoltà nei sondaggi, che prevedono un testa a testa tra i due candidati alla Casa Bianca, la vicepresidente ha intensificato gli attacchi contro l’ex presidente, presentandolo come una figura autoritaria e un pericolo per la democrazia.
Anche ieri Harris ha richiamato i drammatici frangenti dell’assalto al Campidoglio, definendo Trump un “meschino tiranno” e affermando che un suo secondo mandato alla Casa Bianca significherebbe “rinunciare alle nostre libertà fondamentali”.
«Le elezioni presidenziali della prossima settimana – ha detto Harris – rappresentano molto più di una scelta tra due partiti o tra due candidati. Dobbiamo scegliere se vogliamo un Paese basato sulla libertà per tutti, o se vogliamo un Paese governato dal caos e dalle divisioni», ha detto la vicepresidente.
«Quello del 5 novembre sarà il voto più importante che abbiate mai espresso. Tra una settimana potrete prendere una decisione che avrà un impatto sulla vostra vita, su quella della vostra famiglia e sul futuro di questo Paese che amiamo – ha detto Harris, prima di rievocare gli eventi del 6 gennaio 2021 – l’ex presidente Trump si trovava qui dove mi trovo io adesso, quasi quattro anni fa, quando mandò una folla violenta ad assaltare il Congresso per bloccare la certificazione di elezioni che sapeva di aver perso, ha accusato la candidata democratica».
«Non sono perfetta – ha proseguito Harris – e faccio errori, ma vi prometto una cosa: vi ascolterò e cercherò il consenso. E mi date la chance lavorerò per voi e nulla mi fermerà. Se Trump vince entra nello Studio Ovale con una lista dei suoi nemici, io vi entrerò con la lista delle cose da fare. La mia presidenza sarà diversa da quella di Joe Biden. E questo anche perché le sfide da affrontare sono diverse: quattro anni fa dovevamo mettere fine alla pandemia, ora la priorità è ridurre i costi».
«Mi impegno ad ascoltare, anche le persone che non sono d’accordo con me. Mi impegno a essere un presidente per tutti gli americani e a mettere il paese al di sopra del partito e di me stessa», ha concluso.