Giorgetti è d’accordo con Panetta: l’Africa è una priorità geopolitica chiave per lo sviluppo dell’economia mondiale e per l’Italia, come dimostra il lancio del piano Mattei per l’Africa, che introduce un nuovo modello di partnership con i paesi africani basato su equità di cooperazione, interessi condivisi e benefici comuni. Anche il ministro dell’Economia ha partecipato alla conferenza Italy and the World Bank Group: Partnering for Africa’s Prosperity, organizzata a Roma da Banca Mondiale, Banca d’Italia e ministero dell’Economia e delle Finanze.
Giorgetti ha sottolineato che l’importanza di questo territorio per noi è avallata dal fatto che quest’anno la presidenza italiana del G7 si è focalizzata sull’Africa e ha ridato slancio ai negoziati Ida 21 replenishment (la International Development Association, il ramo della Banca Mondiale che interviene sui Paesi più poveri). «Tramite un approccio incrementale, in cui gli obiettivi sono definiti assieme ai nostri partner africani, il Piano Mattei ora coinvolge nove paesi pilota: Algeria, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia – ha spiegato. – E si focalizza su sei pilastri strategici, identificati come aree vitali di cooperazione: energia, infrastrutture digitali e fisiche, agricoltura, acqua, salute, educazione e formazione».
In Italia sono tre le aree chiave su cui puntare. Primo, la creazione di posti di lavoro e il ruolo del settore privato, perché bisogna assicurare che le imprese locali, incluse le Pmi, possano avere accesso a finanziamenti, risorse e reti. Secondo, rafforzare gli interventi in aree e paesi fragili e colpiti da conflitti. Terzo, l’integrazione regionale che “può contribuire a espandere l’accesso ai mercati e facilitare il commercio intra regionale, tramite miglioramenti dei corridoi di scambi, delle reti di trasporto e delle infrastrutture di energia”.