Ad ottobre i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,2%, secondo i dati ressi noti oggidal dipartimento del Lavoro, in linea con le attese.
Su anno i prezzi sono cresciuti del 2,4%, contro il 2,3% delle attese, dopo l’1,9% di settembre.
La componente “core”, ovvero quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari, energetici e dei servizi commerciali, è salita dello 0,3%, contro stime per un rialzo dello 0,2%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’aumento è stato del 3,5%, dopo il 3,3% del mese precedente.
Ricordiamo che i prezzi alla produzione si riferiscono alle transazioni tra imprese, in particolare fra l’azienda venditrice con stabilimenti di produzione localizzati in Italia e quella acquirente che opera sul territorio nazionale oppure all’estero. Tale indice misura le variazioni nel tempo dei prezzi che si formano nel primo stadio di commercializzazione. Come l’indice dei prezzi al consumo, è uno dei principali indicatori di inflazione.
Diminuiscono le richieste di sussidio alla disoccupazione negli USA. Nella settimana al 9 novembre i “claims” sono risultati pari a 217 mila unità, in discesa di 4 mila unità rispetto ai 221 mila della settimana precedente. Le attese degli analisti erano per una salita fino a 224 mila unità.
La media delle ultime quattro settimane, un indicatore più accurato dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana le forti oscillazioni osservate settimanalmente, si è assestata a 221.000 unità, in calo di 6.250 unità rispetto al dato della settimana precedente.
Infine, nella settimana al 2 novembre, le richieste continuative di sussidio si sono attestate a 1.873.000, in discesa di 11.000 unità rispetto alle 1.892.000 unità della settimana precedente (dato rivisto da un preliminare di 1.900.000 mila) e inferiore alle 1.880.000 attese.