Il decreto fiscale è legge. Oggi ha avuto l’ok definitivo alla Camera con 151 sì dopo aver ottenuto il via libera del Senato.
Il testo, varato dal Governo a metà ottobre, reca misure economiche in materia di investimenti e lavoro prevedendo, in particolare, diversi rifinanziamenti che rivestono carattere di urgenza. Si parla di fondi per il programma RFI, quelli per il servizio civile universale, il rifinanziamento di Ape sociale 2024 e risorse per 4 milioni in favore di Roma Capitale per il Giubileo.
Durante la discussione in Senato si è arricchito di molte misure diventando di fatto un omnibus. Tra le più importanti ci sono: il rinvio a gennaio della seconda rata di acconto delle imposte dirette per le partite Iva sotto i 170mila euro con possibile rateizzazione e l’innalzamento della dote per i partiti derivante dal 2xmille che viene rivista al rialzo con un tetto che arriva a sfiorare i 30 milioni.
Sono previste risorse per quasi 4,7 miliardi per il credito di imposta Transizione 4.0. Novità anche sul fronte del payback farmaceutico. Si prevede, infatti, che nella definizione delle quote spettanti alle Regioni da parte delle aziende l’Aifa tenga conto non più solo del principio del numero degli abitanti ma anche della quantità di sforamento. Arrivano 20 milioni in più per gli straordinari delle forze armate e stanziamenti per 343 milioni per Autostrade dello Stato e altri fondi per combattere l’emergenza del granchio blu e per la digitalizzazione della p.a. Via libera anche a una misura che consente agli enti locali continuare a usare per tutto il prossimo anno le risorse erogate per il coronavirus nel 2020 e 2021 per abbattere le liste d’attesa. Nel provvedimento è confluito anche il decreto con il concordato bis, riaperto fino al 12 dicembre, e l’allargamento della platea del bonus Natale.
Aumenta di 4,691 milioni, anziché di 3 milioni, il finanziamento per i partiti tramite il 2 per mille.