L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato Hera S.p.A per 1.984.736 euro e ComoCalor S.p.A. per 286.600 euro per l’applicazione di prezzi eccessivamente gravosi nel settore del teleriscaldamento.
Tra maggio e giugno 2023 l’Antitrust aveva avviato tre procedimenti, riguardanti le reti di Ferrara (gestita da Hera), di Como (gestita da ComoCalor) e di Parma e Piacenza (gestite da Iren Energia).
Al termine delle istruttorie ha riscontrato l’applicazione di prezzi ingiustificatamente gravosi nelle reti di Ferrara e di Como nell’anno 2022, ritenendo che le società “hanno impedito ai consumatori di beneficiare dell’uso di fonti rinnovabili disponibili a costi contenuti per produrre un bene essenziale come il calore e hanno imposto prezzi iniqui ed eccessivi rispetto ai costi (comprensivi di un equo rendimento sul capitale investito)“, si legge in una nota.
L’Autorità non ha riscontrato invece violazioni nelle reti di Parma e Piacenza.
«Ottima notizia. Finalmente una sanzione per prezzi iniqui ed eccessivi rispetto ai costi anche nel campo dell’energia! Un precedente importante che speriamo possa servire da deterrente per tutte quelle società che applicano prezzi spropositati e che, avendo una posizione dominante in quella città, ne abusano, imponendo prezzi ingiustificatamente gravosi – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Tutte le municipalizzate hanno una posizione dominante nella loro città. Con questa decisione si conferma che non c’è bisogno che la società operi nell’intero mercato nazionale perché si possa rientrare nella definizione prevista dell’art. 3, comma 1, lett. a), della legge 287/90» .
Sul caso, la posizione del Gruppo Hera sul provvedimento dell’AGCM è stata comunicata una nota che recita «Il Gruppo Hera prende atto del provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) relativo all’istruttoria avviata nel giugno 2023 sulle tariffe del servizio di teleriscaldamento a Ferrara nell’anno 2022. L’Azienda ritiene di avere operato correttamente e nel pieno rispetto degli impegni contrattuali assunti adottando anche ulteriori misure in collaborazione con l’amministrazione comunale tese al contenimento della spesa energetica in un contesto di mercato emergenziale. Tra queste, i due accordi integrativi del 2022 e del 2023 e i bonus sociali che, come peraltro conferma la stessa Autorità nel provvedimento, hanno garantito la riduzione delle tariffe rispetto ai meccanismi di calcolo precedenti, con un’attenzione particolare alle categorie fragili. L’Azienda studierà le motivazioni del provvedimento che si riserva di impugnare.»