Per garantire una posizione più forte ai produttori nella filiera dell’agroalimentare, la Commissione europea vuole modificare il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati (Omc) e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Il primo “per creare maggiore trasparenza e prevedibilità, sia sui contratti che sui prezzi che gli agricoltori ricevono”, la seconda “per proteggere meglio le piccole aziende agricole e le imprese alimentari quando trattano con acquirenti più grandi”. In sostanza, le modifiche all’Omc renderebbero obbligatori la creazione di meccanismi di mediazione tra agricoltori e acquirenti e la stipulazione di contratti scritti tra loro. Per rafforzare la cooperazione tre le autorità nazionali, Bruxelles suggerisce l’istituzione di un meccanismo di assistenza reciproca, attraverso cui chiedere e scambiare informazioni.
Inoltre la Bei “investirà tre miliardi nel settore agroalimentare con una forte attenzione ai giovani agricoltori“. Il piano sarà rivolto alle piccole e medie imprese e alle mid-cap (imprese non qualificabili come Pmi con un numero di dipendenti non superiore a 1,500 unità), sarà distribuito nei prossimi tre anni e i primi prestiti saranno firmati nella prima metà del 2025. Una fetta considerevole sarà dedicata ai giovani e ai nuovi agricoltori che incontrano maggiori difficoltà a ottenere finanziamenti dalle banche. . «E tutto questo è solo l’inizio – ha spiegato la Von der Leyen intervenendo agli AgriFood Days a Bruxelles. – Nei primi 100 giorni della nuova Commissione presenteremo una nuova Visione per l’agricoltura e l’alimentazione».
Si ritiene soddisfatto il ministri dell’Agricoltura Lollobrigida. «Dalle interlocuzioni che ho avuto in queste ore con diversi Ministri e Commissari Europei, emerge un cambio di passo significativo nei confronti del comparto agricolo, inimmaginabile fino a qualche tempo fa – ha scritto su Facebook. – Le nuove proposte che arrivano dall’UE sono un primo segnale in risposta a richieste che da anni gli agricoltori europei portano avanti per riacquistare la centralità che meritano come custodi del territorio, garanti della qualità del cibo e della nostra sovranità alimentare».