Mediobanca è pronta a bocciare l’offerta di scambio lanciata da Mps con il benestare del governo e l’appoggio di Delfin e del gruppo Caltagirone, azionisti forti a Siena, Milano e Trieste, sede di quelle Generali riconosciute come l’obiettivo finale della scalata a Piazzetta Cuccia.
Ci sono pochi dubbi sul fatto che l’atteso cda presieduto da Renato Pagliaro valuti l’offerta del Monte inadeguata da un punto di vista finanziario e senza una condivisibile logica industriale con le perplessità emerse anche in Borsa. Dove il premio del 5% che le 2,3 azioni offerte da Mps esprimevano venerdì mattina si è trasformato in uno sconto dell’11,3% per effetto dell’andamento divergente dei due titoli.
A Piazza Affari il Monte ha perso un altro 2%, a 6,36 euro, mentre Mediobanca ha difeso i rialzi di venerdì (+0,2% a 16,5 euro). A questo punto l’ops valorizza Mediobanca 12,19 miliardi, a fronte dei 13,75 miliardi che capitalizza in borsa Piazzetta Cuccia. All’appello mancano 1,56 miliardi che, se il gap non si richiuderà, i soci del Monte dovranno colmare con una maggior diluizione nel gruppo post-fusione o iniettando le risorse necessarie al rilancio.
Mediobanca è convinta di potercela fare come ha sempre fatto, puntando sul sostegno del mercato. Gli investitori istituzionali rappresentano il 35% del capitale, a cui si aggiunge un 20% rappresentato dal patto di consultazione e da alcuni soci stabili, storicamente vicini al management di Piazzetta Cuccia.
Prima che l’offerta arrivi sul mercato, a giugno-luglio, servirà del tempo: le autorizzazioni, inclusa quella della Bce, e l’ok dell’assemblea di Mps, nella quale Lovaglio si attende il sostegno del Mef (11,7%), Delfin (9,8%), Caltagirone (5%) e Anima (4%).
Le grandi manovre in corso hanno fatto scattare anche Generali (+1,9% a 30,25 euro), vero obiettivo della sfida su Mediobanca, custode del 13,1% della compagnia triestina. Gli occhi sono puntati su Delfin e Caltagirone i cui rappresentanti in cda, al pari di quelli del Mef, hanno appoggiato l’ops. La holding della famiglia Del Vecchio può salire dal 9,8% fino al 19,9% del Leone mentre Caltagirone dal 6,9% fino al 9,9%.