Le vendite al dettaglio degli Stati Uniti sono diminuite più del previsto a gennaio, probabilmente perché le temperature rigide hanno tenuto i consumatori lontani dagli showroom. Il dato risulta in calo dello 0,9% dopo un aumento dello 0,7% rivisto al rialzo a dicembre, secondo quanto ha dichiarato oggi il Census Bureau del Dipartimento del Commercio. Gli economisti avevano previsto che le vendite al dettaglio sarebbero scese dello 0,1%.
Le vendite al dettaglio, escluse le automobili, la benzina, i materiali da costruzione e i servizi alimentari, sono diminuite dello 0,8% il mese scorso, dopo un salto dello 0,8% rivisto al rialzo a dicembre.
I prezzi delle importazioni statunitensi sono aumentati meno del previsto a gennaio, poiché l’impennata del costo dei carburanti è stata parzialmente compensata dal calo dei prezzi dei veicoli a motore e dei beni di consumo, offrendo qualche speranza nella lotta all’inflazione. Il dato ha visto un +0,3% il mese scorso, dopo un aumento dello 0,2% rivisto al rialzo a dicembre, secondo quanto ha dichiarato oggi l’Ufficio di Statistica del Lavoro del Dipartimento del Lavoro.
Nei 12 mesi fino a gennaio i prezzi delle importazioni sono aumentati dell’1,9% dopo essere saliti del 2,3% a dicembre.
Escludendo i carburanti e gli alimenti, i prezzi delle importazioni sono rimasti invariati dopo un calo dello 0,1% a dicembre e novembre. Nei 12 mesi fino a gennaio, i prezzi delle importazioni core hanno visto un +1,2%, riflettendo la precedente forza del dollaro rispetto alle valute dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.
A gennaio la produzione industriale negli Stati Uniti è aumentata dello 0,5% rispetto al mese precedente a 103,5 punti dai 103 di dicembre. La produzione manifatturiera ha registrato un ribasso dello 0,1%, quella mineraria dell’1,2%, quella delle utilities è invece aumentata del 7,2%.