Domani giornata frenetica per il Consiglio dei ministri convocato alle ore 9 a Palazzo Chigi.
All’ordine del giorno il decreto legge contro il caro bollette e il disegno di legge delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile.
«Bene, domani ci attendiamo, per usare le parole della Premier, misure efficaci e soddisfacenti. Il che vuol dire, non solo il ripristino delle soglie Isee introdotte da Draghi per le famiglie in condizioni economicamente svantaggiate, ossia 15.000 euro contro i 9.530 euro attuali e 30.000 euro contro i 20.000 per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico, ma anche una riduzione, per tutti, degli oneri di sistema e dell’Iva sul gas al 10%, visto che orami sono troppe le famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette, ben oltre quell’Isee – afferma Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Servono poi misure strutturali, come, in attesa di riforme serie a livello europeo, disaccoppiare luce e gas potenziando i PPA, consentendo ad AU di di riprendere a fare gli acquisti a lungo termine, ridefinendo la formazione del PUN e i meccanismi di incentivazione delle rinnovabili, garantire ai vulnerabili di poter restare per sempre nella tutela, senza aste, prorogando nel frattempo dal 30 giugno al 31 dicembre 2025 la facoltà concessa ai vulnerabili di poter rientrare nel Servizio a Tutele Graduali della luce. Quanto al nucleare, per ora non ci pronunciamo sul tema, ma ci piacerebbe, visto che per ben due volte gli italiani con il referendum hanno detto no, nel 1987 e nel 2011, che prima di partire in quarta si consultassero nuovamente con un referendum consultivo, come avvenuto in passato nel 1989 sull’Europa. Questo sia per il rispetto della volontà popolare, sia per evitare di iniziare a spendere soldi, che come al solito si pagheranno in bolletta, per poi veder bloccare tutto con un terzo referendum abrogativo. Non ci sembra cosa saggia».