La produzione industriale del Giappone è scesa dell’1,1% a gennaio su mese, secondo i dati del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria. Il dato ha visto un aumento del 2,2% rispetto ad un anno prima.
La capacità produttiva è diminuita dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,9% rispetto a un anno prima.
L’accumulo delle scorte in vista di ulteriori misure protezionistiche dagli Usa, come annunciato dall’amministrazione Trump, spingono le esportazioni giapponesi, in crescita per il quinto mese consecutivo.
A febbraio il dato segna un aumento dell’11,4%, dopo il +7,2% di gennaio. Nello specifico l’export verso gli Stati Uniti è aumentato del 10,5% a febbraio rispetto all’anno precedente, mentre quello verso la Cina mostra una accelerazione del 14,1%. Di segno opposto l’andamento delle importazioni che risultano in calo dello 0,7% a febbraio su base annua e inferiori alle previsioni degli analisti, che prevedevano un aumento dello 0,1%.
Quindi a conti fatti il Giappone registra un surplus commerciale di 584,5 miliardi di yen, equivalenti a 3,57 miliardi di euro: si tratta il primo attivo da inizio anno, a fronte della domanda dal settore automotive nel Nord America.