
Rapporto Censis: Tra i 18-34 anni la fascia più colpita. Preoccupa soprattutto il Sud
Altre 2,1 milioni di famiglie si trovano in povertà assoluta. Lo rileva il nuovo Focus realizzato da Censis e Confcooperative dal titolo Covid, da acrobati della povertà a nuovi poveri. Si tratta di quei lavoratori che durante il lockdown hanno visto crollare all’improvviso il loro reddito, quelli che hanno sempre guadagnato il minimo per sbarcare il lunario, ma che sono stati messi ko dal periodo di chiusura forzata delle attività per il Coronavirus.
La metà degli italiani (50,8%) ha sperimentato un’improvvisa caduta delle proprie disponibilità economiche, con punte del 60% fra i giovani, del 69,4% fra gli occupati a tempo determinato, del 78,7% fra gli imprenditori e i liberi professionisti. La percentuale fra gli occupati a tempo indeterminato ha raggiunto il 58,3%.
15 italiani su 100 hanno visto ridursi il reddito del proprio nucleo familiare più del 50%, mentre altri 18 italiani su 100 hanno subito una contrazione compresa fra il 25 e il 50% del reddito, per un totale di 33 italiani su 100 con un reddito ridotto almeno di un quarto. Ma la fascia più colpita è quella tra i 18 ed i 34 anni: qui il peggioramento inatteso delle propria situazione economica ha riguardato 41 individui su 100. E per i ragazzi il futuro è davvero preoccupante.
Le famiglie più povere si trovano al Sud (il 44,2%), ma le percentuali che riguardano le altre aree danno conto comunque di una diffusione considerevole anche nel resto del Paese: il 20,4% nel Nord-ovest, il 21,4% nelle regioni centrali e il 14% nel Nord-est.
«Il Paese – afferma il presidente della Confcooperative, Maurizio Gardini – vede la sua competitività ferma al palo dal 1995. Abbiamo un’occupazione più bassa della media europea. Un deficit che è cresciuto di 20 punti e un Pil che chiuderà con un rosso a due cifre sfondando il tetto del 10%. Abbiamo una geografia sociale ed economica molto sbilanciata con poco meno di 23 milioni di lavoratori, oltre 16 milioni di pensionati, 10 milioni di studenti e oltre 10 milioni di poveri».
di: Maria Lucia PANUCCI
Ti potrebbe interessare anche:
Nel 2019 le persone senza fissa dimora erano stimate in 112mila, ma l’area dell’indigenza che faceva ricorso agli aiuti alimentari arrivava a comprendere già 2,7 milioni di persone. L’arrivo del coronavirus e il conseguente lockdown rischiano di peggiorare i numeri già drammatici.