
L’Anisp: “gli indennizzi sono calcolati sul fatturato di aprile, quando noi non lavoriamo”
Il coronavirus ha messo a dura prova moltissimi, se non tutti, settori dell’economia italiana e globale, e con le festività che si avvicinano e il Paese sempre più blindato anche le aziende di fuochi d’artificio finiscono nel mirino.
A lanciare l’allarme è l’Anisp, uno dei sindacati che rappresenta le imprese di questo settore. Uno dei suoi membri, Vincenzo Martella, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Governo tramite cui denunciava l’applicazione sbagliata che sarebbe stata fatta con il decreto ristori alle loro aziende. «Gli indennizzi sono calcolati sul fatturato di aprile – ha detto Martella – quando di fatto noi non lavoriamo. Ci sono 6 mila persone che rischiano il posto per un indotto che fattura ogni anno 1,2 miliardi di euro».
Infatti, senza feste religiose e matrimoni, con le ordinanze anti-botti dei sindaci in moltissimi Comuni e in più con il Capodanno blindato che promette di essere tra i più silenziosi di sempre, il settore rischia il collasso.
Martella chiede anche alle amministrazioni di revocare i provvedimenti con cui vietano l’utilizzo e la vendita dei fuochi pirotecnici. «Noi lavoriamo nella legalità – ha sottolineato – rispettando tutte le normative europee, comprese quelle sui decibel. Non vogliamo essere dipinti come i terroristi del Capodanno».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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