
Potrebbero esserci dei “buchi” nelle entrate delle famiglie
Il decreto legislativo per l’assegno unico familiare, che va a sostituire i bonus preesistenti, potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già questa settimana.
L’avvio è previsto per gennaio e la nuova misura potrebbe ridisegnare le buste paga dei lavoratori dipendenti con figli.
Infatti l’entrata in vigore dell’assegno, che arriverà previa domanda apposita da presentare a partire da gennaio all’Inps, comporterà l’annullamento delle detrazioni fiscali per i figli a carico che attualmente vengono applicate sulle busta paga dei dipendenti, integrate con gli assegni al nucleo familiare.
Il nuovo sussidio potrebbe arrivare con qualche mese di scarto rispetto al precedente e questo potrebbe comportare un “buco” nei sostegni alle famiglie. «È plausibile – ha spiegato Paola Mancini della Fondazione nazionale Consulenti del lavoro – che i beneficiari ricevano il nuovo sussidio con diversi mesi di ritardo. Oggi detrazioni e Anf vengono erogati direttamente in busta paga dal datore di lavoro, il quale provvede poi al recupero, con un meccanismo che consente al dipendente di fruirne immediatamente. In futuro, l’ente erogatore sarà l’Inps che rischia di non riuscire a corrispondere le somme in tempi rapidi, anche perché necessita prima dell’Isee».
Gli importi dell’assegno saranno calcolati in base all’Isee: 175-180 euro a figlio sotto i 15 mila euro di Isee, 250 dal terzo figlio in poi, che scendono progressivamente fino a 40-50 euro a figlio oltre i 40 mila euro di Isee. «L’impianto disegnato è convincente e in futuro si potrà ammorbidire ulteriormente la progressività degli importi – ha dichiarato il deputato del Pd Stefano Lepri, primo firmatario della legge delega – metà delle famiglie si posiziona sotto i 15mila euro di Isee e riceveranno l’importo massimo. E quattro quinti della platea, invece, si colloca sotto i 30mila euro di Isee e riceverà oltre 100 euro a figlio».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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