
Il primo business a 13 anni e l’intuizione: la semplicità paga
Uno dei segreti del successo è dare una spiegazione semplice a un problema complesso. Lo ha capito bene Daniel Georg Ek, lo svedese fondatore di Spotify, che a 23 anni ha trovato il modo di risolvere uno dei più grandi problemi del periodo: la pirateria musicale.
E lo ha fatto con Spotify: lo streaming on demand musicale che offre un servizio migliore di quello illegale a un costo molto contenuto e ricompensa con accordi di licenza le etichette e gli artisti.
Che Ek fosse un genio, era evidente già dalla più tenera età: a 13 anni iniziò a sviluppare siti web per conto dei clienti e nel giro di poco tempo riuscì a far collaborare al suo business l’intero laboratorio informatico della sua scuola, che in cambio riceveva videogames e console.
Da giovanissimo dimostrò le sue capacità come business man: si occupava di società che poi rivendeva a multinazionali. In poco tempo diventò Ceo di ?Torrent collaborando con il fondatore Ludvig Strigeus, che si sarebbe unito a lui poco dopo in Spotify.
A 23 anni era già milionario: la società Spotify AB venne fondata nel 2006 a Stoccolma in collaborazione con Martin Lorentzon e il programma venne distribuito pubblicamente a partire dal 7 novembre 2008. A giugno 2017 Spotify vantava 140 milioni di utenti attivi e nel 2018 arrivò la quotazione in Borsa e la consacrazione sull’altare del successo.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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