
In Cina l’attività manifatturiera si è attestata a 48,1 punti, meglio dei 46 punti di aprile ma rimanendo sotto la soglia critica dei 50. Pesano i rigidi lockdown imposti per il Covid
L’attività manifatturiera ed industriale in Cina va a rilento. Secondo il sondaggio mensile di Caixin/Markit il PMI manifaturiero cinese si è attestato a 48,1 punti a maggio, in leggero miglioramento rispetto al 46 punti del mese precedente e meglio dei 47 punti attesi ma il dato rimane comunque al di sotto della soglia critica dei 50 punti che separa la contrazione dall’espansione.
Tutto questo a causa dei lockdown per il coronavirus in grandi città come Pechino e Shangai che hanno continuato a pesare sulle attività delle fabbriche e hanno trascinato al ribasso anche l’output delle altre grandi economie della Regione, già sotto pressione per l’aumento dei costi delle materie prime. Anche l’attività delle fabbriche nelle Filippine è rallentata a 54,1 punti a maggio da 54,3 ad aprile, mentre quella per la Malesia è scesa a 50,1 punti da 51,6 di aprile. L’attività manifatturiera di Taiwan si è attestata a 50 punti a maggio, in calo da 51,7 di aprile.