
L’Economia del Mare rappresenta più di 220.000 imprese e quasi un milione di occupati
L’Economia del Mare vale quasi 150 miliardi di euro in termini di valore aggiunto e questo permette all’Italia di occupare il terzo posto a livello europeo per ricchezza prodotta, dopo Spagna e Germania. E’ quanto emerge dagli Stati Generali delle Camere di Commercio sull’Economia del Mare, in corso oggi a Roma, ai quali partecipano i ministri per la Protezione civile e per le politiche del mare Nello Musumeci e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
L’iniziativa è organizzata da Unioncamere, Assonautica Italiana e Blue Forum.
«L’economia del mare, soprattutto in un Paese come il nostro con oltre 7 mila km di coste, rappresenta un volano imprescindibile per la crescita economica – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. – D’altronde nel settore operano oltre 220mila aziende che danno lavoro a quasi un milione di occupati. Ed è anche un’economia giovane. Infatti, nel settore ci sono oltre 21 mila imprese capitanate da giovani, pari al 9,4% delle imprese blu, contro l’8,9% dell’intero tessuto imprenditoriale nazionale».
L’obiettivo è ora realizzare il Piano triennale del Mare. «Per questo abbiamo organizzato il 2° Summit Nazionale sull’Economia del mare Blue Forum, in programma a Gaeta dal 25 al 27 maggio 2023 e intitolato “Italia Nazione di Mare, in cui, insieme a tutti i principali stakeholder del mare contribuiremo alla costruzione della strategia marittima dell’Italia», ha sottolineato il Presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora.
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