Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat la produzione industriale di ottobre è stabile sul mese precedente e scende del 3,6% su base annua.
I settori con gli incrementi tendenziali maggiori sono stati le industrie alimentari con il 3,7%, la fornitura di energia con l’1,6% e le altre industrie manifatturiere con l’1,5%, mentre le flessioni più rilevanti sono state nella fabbricazione di mezzi di trasporto con oltre il 16% e nei prodotti petroliferi raffinati per poco meno del 16%.
«Uno tsunami! Una disfatta per le nostre industrie. Il crollo tendenziale della produzione industriale dura oramai ininterrottamente da febbraio 2023, registrando il 21° calo consecutivo nei dati corretti per gli effetti di calendario! Un precipizio dal quale le nostre imprese non riescono a uscire per colpa dei consumi interni asfittici e di un Pil che sale dello zero virgola nonostante in Pnrr – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Secondo lo studio dell’associazione, la produzione di ottobre 2024, nel confronto con gennaio 2023, ossia prima che iniziasse la discesa, è inferiore del 5,5% nei dati destagionalizzati. Per i beni di consumo il gap è del 6,2%, che sale al 9,6% per i beni di consumo durevoli».