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Coronavirus, Conte stanzia 25 miliardi come misura straordinaria

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I primi soldi già nel decreto di venerdì

Stanziati 25 miliardi per affrontare l’emergenza del Coronavirus. Lo ha appena annunciato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Si tratta di una misura straordinaria da mettere in campo per far fronte a tutte le difficoltà che il nostro Paese sta vivendo attualmente a causa della diffusione del contagio. “Abbiamo appena deliberato lo stanziamento di una somma straordinaria, 25 miliardi, consapevoli delle difficoltà che il Paese sta affrontando per questa emergenza – ha spiegato il premier, venticinque miliardi di disponibilità finanziarie da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà che stiamo affrontando per un’emergenza che è sia sanitaria sia economica e ha un importante impatto sociale”. Una prima parte delle risorse sarà impiegata nel prossimo decreto che sarà approvato probabilmente venerdì in Consiglio dei ministri. Si parla di 12 miliardi, mentre la restante somma servirà per affrontare altri interventi, anche in una ottica più ampia in ambito europeo.

Conte si dice anche pronto ad approvare misure più restrittive di quelle adottate finora, come negozi, scuole ed università chiuse, spostamenti limitati, solo per motivi di lavoro, salute e per reperire i beni primari. Tutto sempre nell’ottica di proteggere i cittadini e di contenere la diffusione del virus. Per il momento quindi le disposizioni rimangono quelle decise sabato notte, in attesa  che la Regione Lombardia formuli nel dettaglio le ulteriori misure che ritiene necessarie.

Interventi straordinari sono stati presi anche nel settore industriale. La Fca chiude temporaneamente alcuni impianti italiani come quelli di Pomigliano, Melfi e Cassino. Dal colosso inoltre fanno sapere che saranno ridotte le produzioni giornaliere delle singole fabbriche con una presenza limitata del personale per evitare possibili contagi. Tutti i locali verranno poi accuratamente igienizzati  e molti lavoratori potranno lavorare da casa.

di: Maria Lucia PANUCCI[:]

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