Lun, 13 Luglio
/

Business24 La TV del Lavoro

Il business è POP!

Alitalia, la newco pubblica parte a giugno con più di 90 aerei

[:it]

Si valuterà il cambio di alleanza da Delta a Lufthansa ma rimangono dubbi su costi e piano industriale

La nuova Alitalia parte a giugno con oltre 90 aerei. Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha annunciato nell’audizione alla commissione Trasporti della Camera i tempi della costituzione della Newco che parte al momento solo pubblica con un numero di mezzi inferiore rispetto ai 113 dell’attuale flotta. “La Newco per Alitalia riteniamo che possa partire entro le prime settimane del mese di giugno con necessari passaggi – ha detto il ministro del M5S. – Dato che la procedura di cessione dei rami d’azienda ha una grande complessità, all’inizio ci sarà un affitto dei rami d’azienda da parte dell’amministrazione straordinaria, per rendere più rapido il passaggio“.

Non si sa però quale sarà il piano industriale e rimangono molti punti oscuri, in particolare su costi della nazionalizzazione e gli esuberi. Patuanelli infatti non ha detto di quanti soldi avrà bisogno Alitalia per sopravvivere. I 400 milioni di euro iniettati a Natale sono quasi esauriti e basteranno solo fino a fine maggio, non per tutto il 2020 come era stato riferito a gennaio. D’altronde secondo il ministro “la situazione scaturita dall’emergenza Covid-19 è drammatica per tutti i settori produttivi e su Alitalia si è abbattuta come una scure che ha portato a un calo del fatturato dell’87,5%“. Patuanelli si dice però convito che la ripresa del mercato aereo possa rappresentare “un momento di potenziale riacquisto di fasce di mercato” per Alitalia. “Tutte le compagnie aeree mondiali sono in forte difficoltà e se prima Alitalia si ritrovava a essere un vaso di cristallo tra vasi di acciaio oggi questa situazione non è più così – ha sottolineato. – E con la costruzione della Newco, che dovrebbe avvenire nelle prime settimane di giugno, riteniamo che nel momento in cui il mercato aereo potrà ripartire la compagnia si troverà in una situazione di parità con tutti i competitor e potrà scalare fasce di mercato che sarebbero altrimenti state precluse“. Quindi bisogna tenere duro per un altro po’ di tempo.

Rimane anche l’incognita occupazionale. Patuanelli non ha detto quanti dipendenti saranno trasferiti alla Newco. Ha parlato solo dei piloti. “La Newco Alitalia non partirà con i 25-30 aerei di cui si è parlato sulla stampa, non ho mai detto che avrà 25 aerei né 40, partirà con 90 aerei. Ma è evidente che voleranno solo quelli che il mercato consente – ha aggiunto. – Non voleranno sempre gli stessi. Per i piloti non possiamo pensare che ci sarà un transito settoriale dalla Oldco, la vecchia società in amministrazione straordinaria, alla Newco. Daremo la garanzia a tutti i piloti di poter mantenere le referenze tecniche, altrimenti avremmo delle persone che escono dal mercato del lavoro”. Intanto sappiamo che Alitalia ha chiesto la cigs fino a circa 6.800 dipendenti fino al 31 ottobre sui 11.600 totali.

Altro punto interrogativo è il capitolo alleanze. La joint venture transatlantica con Delta scade il 21 maggio, perché quest’ultima ha firmato un nuovo accordo con Virgin Atlantic e Air France-Klm da cui Alitalia è esclusa. Ci sono stati contatti per prolungare l’intesa transatlantica con un ruolo di Alitalia di partner associato ma non è mai stato firmato nulla al momento. Quindi di fatto dopo il 21 maggio Delta non potrebbe più vendere biglietti di Alitalia sul mercato americano per voli verso l’Italia e questo rappresenterebbe per la compagnia un danno ingente.

Nel frattempo si è proposta Lufthansa per un accordo commerciale. Quest’ipotesi ha trovato il supporto di esponenti del M5S. “Sarà oggetto di una valutazione fra più teste. Sarà compito del Mise – ha detto ancora Patuanelli – con il Mef che sarà l’azionista di riferimento della Newco, insieme al commissario straordinario e alla nuova governance della Newco, capire se interloquire per un passaggio a una partnership potenziale con Lufthansa e Star Alliance”. 

Della privatizzazione di Alitalia al momento non si parla più (leggi qui per approfondire). Si sa solo che la proposta del gruppo Synergy del sudamericano German Efromovich, che ha messo sul piatto un investimento fino a un miliardo, è stata rigettata ma non si sa bene perché. Patuanelli è rimasto vago sul punto, dicendo solo che “non sono state presentare offerte così definitive da consentirci di cedere i complessi aziendali“.

di: Maria Lucia PANUCCI

 [:]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: