Mar, 22 Giugno
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The Ickabog, ecco la nuova favola di J. K. Rowling ai tempi del Coronavirus

“La dedico a tutti i bambini in questo periodo di lockdown”

Si chiama The Ickabog ed è la nuova creatura di J. K. Rowling. Si tratta di una favola inedita, gratuita e a puntate su Internet. Un regalo che la stessa scrittrice, madre del fenomeno planetario di Harry Potter, ha voluto fare ai bambini di tutto il mondo chiusi in casa a causa dell’emergenza Coronavirus. “Così possono continuare a sognare“, ha spiegato. Lei stessa però ci tiene a precisare che la sua ultima storia non ha nulla a che fare con il famosissimo maghetto.”Non c’entra niente con Harry Potter e non è uno spin-off – ha precisato. – È una storia che ho scritto circa 10 anni fa proprio quando mi ero presa una pausa dal Maghetto“. Un’opera quindi finita in soffitta e rispolverata per una buona causa.

La favola sarà pubblicata online sul sito che ha il suo stesso nome e sarà disponibile fino al 10 luglio prossimo. Si possono leggere già i primi due capitoli che ci fanno conoscere un re impavido dal nome Fred. “The Ickabog – racconta Rowling – è una storia sulla verità e l’abuso di potere. Ma essendo stata scritta più di un decennio fa, non consideratela come una risposta a tutto ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento“. La scrittrice racconta che dopo l’ultimo libro di Harry Potter, ossia Doni della Morte, si è presa una pausa dall’editoria di cinque anni. “In quel periodo – ha continuato – ho scritto Il seggio vacante e Il richiamo del cuculo con lo pseudonimo di Robert Galbraith, opere per adulti, per essere lontana dai libri per bambini per un po’. A quel punto, la prima bozza di The Ickabog è finita in soffitta. Poi però, qualche settimana fa a cena ho avuto la tentazione i recuperare The Ickabog e pubblicarlo gratis, dedicandolo ai bambini in lockdown. I miei due figli lo hanno apprezzato moltissimo“.

Rowling la definisce “una delle esperienze più straordinarie della sua carriera di scrittrice” e lo è anche per i fini umanitari che ne derivano. Tutti i diritti d’autore andranno infatti a persone e categorie particolarmente colpite dalla pandemia.

di: Maria Lucia PANUCCI

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