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Al via il Family act per sostenere le famiglie

Il Cdm approva il disegno di legge che prevede un assegno mensile e incentivi per il lavoro delle donne. Conte: “Così combattiamo la denatalità e favoriamo il lavoro femminile”

Sostenere la genitorialità, la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa dei bambini, investire sul protagonismo giovanile, ma soprattutto sostenere le mamme, favorendo la conciliazione della vita familiare con il lavoro. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Family Act, il disegno di legge che mira a sostenere le famiglie con un pacchetto di misure pensate ad hoc, che vanno dal rafforzamento del lavoro delle donne, la previsione di un assegno unico universale e poi ancora contributi per gli asili nido, congedi anche per parlare con gli insegnanti dei propri figli. Un pacchetto di interventi che ha ha messo d’accordo tutti all’interno dell’Esecutivo. Soddisfatto il premier Giuseppe Conte: “E’ stato finalmente approvato il Family Act, per sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile. Devo a Bonetti e Catalfo l’impegno per portare a compimento questo importante provvedimento, ha detto. Gli fa eco la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti di Italia Viva che ha promosso il disegno di legge. “Si avvera un sogno grande – ha spiegato. – Il primo piano integrato per le politiche familiari nel nostro Paese. L’Italia riparte dalle famiglie“, con tanto di applausi anche da parte di Matteo Renzi.

8 gli articoli che compongono il Family Act. Tra le misure spicca l’assegno universale: è mensile e verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio, ad eccezione di quelli disabili per i quali non sussistono limiti di età. L’assegno verrà erogato tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del 20%, così anche nel caso di figli a carico con handicap. E’ attribuito indistintamente in una quota base a tutti nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota variabile determinata per scaglioni dall’indicatore Isee.

Interessanti novità riguardano anche i congedi parentali. Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. Si prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore. La misura contempla anche un permesso retribuito, di almeno cinque ore, nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori dei figli.

Importante e corposa è tutta la parte che riguarda gli incentivi al lavoro femminile con l’introduzione dell’indennità integrativa del 30% della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’Inps, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio; la deducibilità delle spese per le baby-sitter tenendo conto dell’Isee; la modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratrice nei giorni di astensione nel caso di malattia del figlio; forme incentivanti per i datori di lavoro che stabiliscono modalità di lavoro flessibile. La misura prevede inoltre che ai genitori di figli con età inferiore a 14 anni sia riconosciuto il lavoro agile; una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per l’avvio delle nuove imprese start up femminili e l’accompagnamento per i primi due anni. Soddisfatta la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che al termine del Cdm ha detto: “Intendiamo incentivare il lavoro delle donne. Sono tante quelle inattive costrette a lasciare il posto di lavoro: incentivi importanti per rafforzare il ruolo le donne nel contesto lavorativo, anche nel Mezzogiorno“. 

Importanti incentivi riguardano anche i giovani e la loro istruzione con detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto dei testi; detrazioni fiscali per le spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; sostegno economico ed agevolazioni fiscali per le giovani coppie, con non più di 35 anni, che devono pensare all’affitto della prima casa.

Infine anche uno sguardo all’infanzia con la previsione di un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e l’assegno di natalità.

di: Maria Lucia PANUCCI

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