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Abi, a maggio in aumento dell’1,5% i prestiti a famiglie e imprese

Calano i tassi. In leggera diminuzione anche le sofferenze bancarie, nonostante il Coronavirus

A maggio 2020, i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati dell’1,5% rispetto a un anno fa. Lo rileva l’Abi, secondo cui i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento sono in ulteriore riduzione: il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,40% (2,43% il mese precedente); quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,07% (1,10% il mese precedente).

Per quanto riguarda i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) questi sono aumentati lo scorso mese di oltre 115 miliardi di euro rispetto ad un anno prima (variazione pari a +7,6% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 10 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -4,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +6,0%.

In leggero calo sono le sofferenze bancarie, nonostante la crisi del Coronavirus. Lo sottolinea sempre l’Abi secondo cui ad aprile le sofferenze nette sono state pari a 26,209 miliardi, mentre a marzo erano a 26,480 miliardi. Rispetto al picco di 88,8 miliardi di novembre del 2015, ad aprile del 2020 “la riduzione è di oltre 62 miliardi (-70,5%)”. “Questa dinamica – ha detto il vicedirettore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero – è l’effetto delle politiche pubbliche messe in campo, sia con le misure dei decreti legge sia con la revisione delle normative delle autorità di vigilanza, stabilite per non creare un approccio prociclico che può accelerare la trasformazione dei crediti deteriorati in sofferenze”.

di: Maria Lucia PANUCCI

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