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Stati Generali, Bonomi torna all’attacco: “Gravi ritardi su cassa integrazione e liquidità”

“Lo Stato restituisca 3,4 miliardi di accise pagate dalle aziende”

La cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane e ci sono stati gravi ritardi anche per le procedure annunciate a sostegno della liquidità. Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee“. A parlare così è il presidente di Confindustria Carlo Bonomi che oggi ha partecipato alla quarta giornata degli Stati Generali dell’economia. Il mondo delle imprese continua a fare pressing sul Governo e a mostrare il suo malcontento. Il primo della fila è proprio il numero uno degli industriali che ha sempre avuto, fin dalla sua ascesa a capo di Confindustria, un atteggiamento piuttosto critico nei confronti di Conte e del suo operato. Anche prima di partecipare agli Stati Generali dell’economia aveva fatto sentire le sue lamentele (leggi qui), ed anche oggi il suo intervento non è stato da meno.

Anzi nel suo confronto con il Governo è andato all’attacco ed ha chiesto ufficialmente la restituzione di 3,4 miliardi di accise pagate dalle aziende. “L’impegno contro una nuova dolorosa recessione può avere successo solo se non nascondiamo colpe ed errori commessi da tutti negli ultimi 25 anni – ha detto. – Ora si onorino i contratti-debiti verso le imprese. Chiedo immediato rispetto per la sentenza della magistratura che impone restituzione di 3,4 miliardi di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione“.

La richiesta di Confindustria si riferisce all’addizionale provinciale sull’energia elettrica, abrogata nel 2012, e rispetto alla quale una recente sentenza della Corte di Cassazione ha sancito che le aziende che l’hanno versata hanno diritto alla restituzione delle somme. In ballo c’è quindi quanto versato prima della decorrenza della prescrizione decennale, vale a dire gli importi pagati nel 2010 e nel 2011.

La risposta di Conte non si è fatta di certo attendere. “Da parte di questo Governo c’è una costante attenzione per il sostegno alle imprese – si è difeso il premier. – Per noi l’impresa è un pilastro della nostra società. Nessun pregiudizio, possiamo avere diversità di opinioni e valutazioni, ci sta, ma qui non c’è nessun pregiudizio ideologico. Preservare l’impresa e metterla in condizione di poter affrontare vigorosamente e in modo resiliente uno shock come questo è una priorità del nostro Paese, altrimenti non andiamo da nessuna parte“.

Al mondo delle imprese l’inquilino di Palazzo Chigi ha comunque ricordato di avere pazienza perché i tempi della ripresa saranno lunghi. “Il quadro macroeconomico si presenta molto complesso: abbiamo capito tutti che questa emergenza avrebbe portato con sé alti costi, oltre che umani, economici e sociali. Peraltro da un confronto che manteniamo sempre aggiornato con le maggiori autorità economiche nazionali, europee, internazionali, abbiamo convenuto sul fatto che l’incertezza che si è scatenata non verrà sciolta certo nel giro di qualche mese“, ha concluso.

di: Maria Lucia PANUCCI

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