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Wall street parte debole

I listini europei sono volatili. A Piazza Affari tiene banco l’ingresso di Generali in Cattolica con il 24,4%

Wall Street continua a perdere terreno, scontando l’accelerazione della pandemia da Coronavirus negli Stati Uniti e la paura di una nuova fase di lockdown. Il Dow Jones perde più di 100 punti (lo 0,42% circa), a 25.349 punti; il Nasdaq è piatto attorno a 9.900 punti, lo S&P 500 è in calo dello 0,18%, a 3.045.

Delude il dato sui sussidi settimanali alla disoccupazione, aumentati oltre le attese con 1,48 mln di nuove richieste. Rivisto al rialzo anche il dato della settimana precedente. Il numero complessivo dei disoccupati che ricevono il sussidio ha registrato un calo di 767.000 unità a 19.522.000 unita’. Intanto, confermato a -5% in terza lettura il Pil americano del primo trimestre, come atteso. Dato positivo invece sul fronte degli ordini di beni durevoli, saliti oltre le attese del 15,8% a maggio, mentre sempre a maggio il deficit della bilancia commerciale sale del 5,1% a 74,3 mld di dollari.

Torna la volatilità sui listini europei che hanno cambiato direzione più volte nel corso della seduta. Se da un lato frenano le stime negative del Fmi (leggi qui), dall’altro gli investitori valutano positivamente la nuova iniziativa della Bce, che ha lanciato Eurep, uno strumento per fornire liquidità alle banche centrali globali.

A Piazza Affari tiene banco l’ingresso di Generali in Cattolica con il 24,4% (leggi qui). Il titolo è balzato anche del 44% a 5,2 euro (Generali farà l’aumento a 5,5 euro) salvo poi ritracciare a +35% sotto quota 5 euro. Praticamente invariata l’azione del Leone. Ben intonati in generale i bancari, con il Banco Bpm in evidenza, mentre proseguono ancora gli acquisti su Atlantia e si delinea il possibile accordo con il Governo su Aspi. Utility a doppia velocità, con Enel in rialzo e Italgas ed Hera in rosso. In coda al listino Telecom Italia.

Lufthansa prende il vola alla Borsa di Francoforte e arriva a guadagnare oltre il 16%, nel giorno dell’assemblea dei soci, sulle ali del via libera al piano di salvataggio giunto dal primo azionista, che minacciava di bocciarlo e dell’autorizzazione della Commissione Ue alla ricapitalizzazione da parte dello Stato tedesco (approfondisci qui).

Si conferma la discesa del greggio. Il Brent torna sotto la soglia dei 40 dollari al barile. Oltre ai timori per la seconda ondata di Coronavirus, sul prezzo del petrolio hanno pesato anche i dati sulle scorte americane, in aumento anche nell’ultima settimana.

di: Maria Lucia PANUCCI

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