
“Gli Stati Uniti tornino al tavolo Ocse, altrimenti andremo avanti da soli”
“La web tax è necessaria a causa della facilità con cui molte grandi aziende tecnologiche riducono al minimo i loro contributi in Ue oltrepassando i limiti del diritto europeo. E molte di queste aziende sono americane”. A parlare è la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, nel corso di un’intervista online organizzata dall’Atlantic Council.
Solo pochi giorni fa l’amministrazione Usa aveva deciso di lasciare in sospeso le trattative sulla web tax al tavolo Ocse, adducendo di avere adesso questioni più urgenti da risolvere legati alla ripresa dell’economia dopo la pandemia (leggi qui).
Bruxelles non aveva preso affatto bene la notizia ed aveva lanciato un appello perché l’amministrazione americana tornasse al tavolo di confronto, altrimenti, aveva avvertito, sarebbe andata avanti anche da sola “Ci rammarichiamo e chiediamo agli Usa di tornare al tavolo dell’Ocse, la priorità è garantire che tutti, anche i giganti digitali, paghino la loro giusta quota di tasse, ancora di più oggi. Continuiamo a sostenere un approccio ambizioso sulla web tax e siamo pronti a proporre una tassa Ue se le discussioni a livello Ocse si arrestano“: aveva un portavoce della Commissione.
Parole queste rimarcate proprio dalla Vestager nel corso dell’intervista: “Bruxelles preferirebbe davvero trovare un consenso globale sulla web tax, ma andrà avanti da sola se necessario”, ha spiegato, sottolineando l’urgenza di arrivare ad una quadra dato il lungo elenco di casi antitrust e fiscali contro Apple, Amazon e Google, società che “hanno ancora molto da imparare” dalle regole Ue. “Queste pratiche sleali rendono “difficile difendere le moltissime aziende in tutto il mondo che invece pagano le tasse”, ha aggiunto.
di: Maria Lucia PANUCCI
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