
Fino a fine anno anche lo smart working. Sulla questione il centrodestra si spacca. Duro il Pd
Conte ha prorogato lo stato di emergenza oltre il 31 luglio, probabilmente fino a fine anno. La notizia era trapelata anche nei giorni scorsi ed ora è arriva la conferma. «Ragionevolmente ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio – ha dichiarato. – Questo serve per tenere sotto controllo il virus. Non è stato ancora deciso tutto, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione».
Questo vuol dire anche che con molta probabilità sarà prorogata anche la durata dello smart working per la Pubblica Amministrazione e i privati almeno fino a fine anno.
La proroga farà sì che Palazzo Chigi potrà far ricorso a nuovi Dpcm (strumenti legislativi che non hanno bisogno di passare dal varo delle Camere, al contrario dei decreti). Mentre con lo stato d’emergenza la Protezione civile manterrà un ruolo centrale, soprattutto in vista della riapertura delle scuole.
È evidente che la prosecuzione fino al termine dell’anno risenta delle previsioni del Comitato tecnico scientifico e dunque della probabilità che in autunno possa svilupparsi la tanto temuta seconda ondata del Coronavirus, magari frutto di nuovi e più estesi focolai.
La prospettiva del prolungamento dello stato di emergenza spacca il centrodestra. Matteo Salvini si dice infatti contrario: «Allungarlo? No grazie. Gli Italiani hanno dimostrato buon senso, meritano fiducia e rispetto, adesso vogliono vivere, lavorare, amare. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto». Favorevole invece Forza Italia che ha parlato di “una necessità condivisibile“.
Duro il commento del Pd: «Se il Governo vuole prorogare lo stato di emergenza – sostiene Stefano Ceccanti, capogruppo dem in commissione Affari costituzionali – venga prima in Parlamento a spiegarne le ragioni».
di: Maria Lucia PANUCCI
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