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Apertura poco mossa per Wall Street. Riflettori sulle grandi banche

L’Europa frena per i timori della pandemia. A Milano rimbalza Atlantia

Wall Street si muove intorno alla parità nei primi minuti di contrattazione. L’indice Dow Jones è poco mosso con un -0,08%, l’S&P500 cede lo 0,20% e il Nasdaq segna un +0,02%.

Entra nel vivo la stagione delle trimestrali con i conti delle grandi banche. JpMorgan Chase ha realizzato utili per 4,7 miliardi di dollari nel II trimestre dell’esercizio in corso, pari a 1,38 dollari per azione. Le previsioni dei consensus era per un utile a 1,04 dollari per azione. Citigroup ha battuto le stime degli analisti, pur avendo visto calare i profitti del 73% a 1,3 miliardi. In rialzo del 5% il fatturato a 19,76 miliardi, oltre le previsioni, grazie al buon andamento delle attività nel reddito fisso e dell’investment banking, cosa che ha bilanciato il rallentamento del consumer banking. Infine Wells Fargo ha registrato una perdita netta di 2,4 miliardi di dollari, a fronte dei 6,2 miliardi di utili dello stesso periodo 2019, un risultato su cui pesano riserve per potenziali perdite sui crediti per 9,5 miliardi.

I listini europei viaggiano in ribasso, poco sopra i minimi di giornata, nonostante il balzo della produzione industriale dell’Eurozona dopo due mesi sotto zero (+12,4% a maggio, con un +42,1% per l’Italia). A tenere banco sono ancora le preoccupazioni sulla diffusione della pandemia: i contagi mondiali sono oltre i 13 milioni, solo due Paesi, Stati Uniti e Brasile, catalizzano il 50% dei casi e l’Oms ha messo in guardia sul fatto che troppi Paesi stanno andando nella direzione sbagliata. Così Parigi e Francoforte perdono oltre un punto, quest’ultima dopo il rialzo in linea con le attese dell’inflazione e l’indice Zew sulle aspettative delle imprese sotto le previsioni (in calo a 59,3 punti a luglio). Londra è in calo più contenuto, dopo i dati sul Pil (+1,8% congiunturale e -24% tendenziale).

In discesa anche Piazza Affari dove il focus rimane su Atlantia per il Cdm di stasera che dovrebbe decidere sulla eventuale revoca della concessione (leggi qui).

Sotto i riflettori anche Ubi (-0,84%), dopo che il Cda di Cattolica Assicurazioni ha deliberato all’unanimità di aderire all’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sulle azioni Ubi (approfondisci qui).

Il petrolio prosegue sulla via dei ribassi: il Wti scadenza agosto scende dell’1,2% a 39,62 dollari, mentre il Brent settembre perde l’1% a 42,3 dollari al barile. Sul mercato valutario, l’euro si rafforza e passa di mano a 1,1345 dollari (1,1329 ieri) e 121,763 yen (121,4 ieri), quando il biglietto verde vale 107,31 yen.

di: Maria Lucia PANUCCI

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