
L’azienda Sex Doll Genie ha reso noto di aver ricevuto un 52% di ordinativi in più rispetto all’anno precedente
Durante il lockdown è stato boom delle vendite di bambole gonfiabili e robot sessuali. A renderlo noto è stata l’azienda di settore Sex Doll Genie che ha spiegato di aver ricevuto un 52% di ordinativi in più rispetto all’anno precedente da parte di uomini soli, mentre le richieste fatte da coppie nello stesso periodo sono cresciute del 33%. E questo considerando che bambole a scopo di compagnia erotica possono costare dai 1000 ai 10 mila euro, a seconda delle opzioni e i materiali usati. Alla faccia della crisi!
Si tratta di un fenomeno dai risvolti oscuri, come afferma la Sueddeutsche Zeitung, che dedica un ampio servizio ad un fenomeno in rapida espansione, proprio grazie al fatto che nella maggior parte dei Paesi non vi è un regolamento giuridico in merito a strutture che offrono attività sessuali con bambole o macchine. In particolare, la SZ riferisce che questo particolare tipo di “case chiuse” hanno aperto i battenti a Vienna, Dortmund, Toronto, Helsinki, Parigi, Mosca, Barcellona.
Diverso il caso degli Usa, dove il Congresso ha già varato un progetto di legge che vieta la realizzazione di robot sessuali che assomiglino a minori per rispondere alle fantasie di stupro degli acquirenti. Una fantasia davvero pericolosa.
In Gran Bretagna, dove sono in vigore leggi analoghe, le autorità hanno sequestrato lo scorso anno 128 macchine con l’aspetto troppo infantile. Si è rapidamente ricostruito che l’85% degli uomini che le avevano acquistato facevano anche ricorso a materiale pedopornografico.
C’è chi pensa che questo tipo di bambole debba essere completamente vietato: tra questi la professoressa Kathleen Richardson, docente di etica alla De Montdfort University di Leicester, secondo la quale queste macchine non solo rafforzano l’immagine di donne e bambini quali meri oggetti sessuali, ma “minano la soggettività” delle lavoratrici dell’industria sessuale, riducono la capacità di empatia umana con il risultato di promuovere de facto la violenza.
La vede diversamente Louie Love, rappresentante della Silicon Lovers di Londra, secondo cui queste bambole sono uno strumento per combattere la solitudine emotiva. Secondo Louie, questo tipo di clientela in genere si occupa amorevolmente delle proprie bambole piuttosto che perseguire fantasia di violenza. «Ogni settimana sentiamo di clienti che dicono quanto le bambole abbiano migliorato la loro vita e come abbiano rafforzato la fiducia in se stessi», ha spiegato. Non crede che la solitudine sia la principale spinta all’acquisto di sex robot e similari lo psicologo Simon Dubè della McGill University di Montreal. «I risultati provvisori dei nostri studi indicano che i motivi principali per cui le persone ricorrono a sex robot sono la curiosità e la voglia di piacere sessuale».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: AGI
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