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5G, anche la Francia banna di fatto Huawei

Il Paese scoraggia gli operatori dall’acquistare apparati cinesi per la rete 5G, non concedendo il rinnovo delle autorizzazioni

Anche la Francia esclude Huawei dal proprio mercato. Appena una settimana dopo lo stop ufficiale di Londra (leggi qui), anche Parigi scoraggia gli operatori dall’acquistare apparati cinesi per la rete 5G, non concedendo il rinnovo delle autorizzazioni.

La notizia era stata anticipata da Les Echos ed è confermata dall’agenzia Reuters: gli operatori tlc transalpini, su decisione dell’Anssi (l’agenzia governativa per la sicurezza dei sistemi informatici), non potranno più rinnovare le autorizzazioni temporanee ottenute per utilizzare gli apparati per la rete 5G venduti da Huawei, lasciando così campo libero agli altri due fornitori, gli “occidentali” (più graditi a Washington, che li sta anche finanziando per arginare l’espansione tecnologica cinese) Nokia ed Ericsson.

Di fatto quindi il Paese di Macron si schiera con gli Stati Uniti che ritengono che le attrezzature del colosso tech possano essere utilizzate dal Governo cinese a fini di spionaggio, accuse più volte respinte sia da Huawei sia da Pechino, e ha spinto i suoi alleati a vietarle.

A dire il vero Huawei non è stata ufficialmente bannata dal mercato, come ha tenuto a precisare anche il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, ma di fatto è così. Intanto, perché le autorizzazioni concesse agli operatori sono state molto più brevi rispetto al massimo legale di 8 anni. E poi perché, appunto, non saranno rinnovabili. Quindi di fronte a una collaborazione così breve e non prolungabile viene di fatto più che scoraggiata l’ipotesi di legare a Huawei la costruzione della rete 5G. 

Nemmeno da noi è arrivato uno stop ufficiale ma intanto Tim ha escluso il colosso cinese dalla gara per la parte core, cioè software e servizi. Gli esperti dicono che si tratta di una esclusione per motivi tecnici, ma intanto non si sa come si stiano precisamente organizzando gli operatori (approfondisci qui).

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: AGI

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