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Fusione Intesa-UBI: l’Opas taglia il traguardo di 90,21% adesioni

Ora cosa accadrà?

Intesa Sanpaolo conquista Ubi Banca con il pieno di adesioni. E’ terminata ieri l’offerta pubblica di acquisto e scambio che è arrivata al 90,21% delle adesioni, crescendo negli ultimi due giorni del 20%, proprio in quelli concessi in più dalla Consob.

L’istituto di Messina è riuscito nel suo intento iniziale e ha messo così le mani sul gruppo di Victor Massiah. «Oggi portiamo a termine un’operazione che ci vede tutti vincitori: grazie alla decisione del 90,2% degli azionisti di UBI Banca di entrare a far parte di Intesa Sanpaolo, daremo vita a una nuova realtà in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano e di ricoprire un ruolo di leader nello scenario bancario europeo», ha detto Messina. Grazie a questa fusione nascerà infatti il terzo polo bancario in Europa dopo Bnp Paribas e Santander, che gestirà risparmi per oltre un trilione di euro (guarda qui).

Ma cosa accadrà adesso? Quali sono le prossime tappe? Ieri vi avevamo dato una anticipazioni degli scenari possibili (leggi qui), ma ora non vi è alcun dubbio. Vista la buona riuscita dell’Opas e la salita oltre il 90%, sarà necessario nominare un nuovo Consiglio di amministrazione, che dovrà essere rappresentativo della maggioranza emersa dai risultati dell’offerta. Da lì il board targato Intesa procederà alla cessione dei 532 sportelli di Ubi a Bper. Per accordi con l’antitrust, la vendita del ramo d’azienda deve avvenire entro 6 mesi dalla fine dell’operazione. Ultimo step, ad aprile del 2021, in occasione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio, verrà autorizzata la tanto attesa fusione UBI Banca-Intesa Sanpaolo. «La nostra banca, motore dell’economia reale e sociale, rappresenterà il pilastro della fase di ripresa che il Paese si pone come principale obiettivo», ha concluso Messina.

di: Maria Lucia PANUCCI

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