
Rincari un po’ ovunque ma più alti al Nord con in testa Milano
In Italia i prezzi delle case continuano a salire, nonostante la crisi economica dovuta al Coronavirus. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel secondo trimestre 2020 l’indice dei costi abitativi è aumentato del 3,1% sul trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +1,7% nel primo trimestre 2020). Questo aumento ha riguardato sia le case nuove sia quelle già esistenti e messe in vendita.
Il motivo è semplice: il mercato immobiliare non ha mai veramente risentito della crisi pandemica. «Il drastico calo del numero di compravendite di immobili residenziali – evidenzia l’Istat – ha riguardato la prima parte del trimestre in esame ed è stato in larga parte riassorbito a giugno, senza prefigurare, quindi, per ora, un calo generalizzato e persistente della domanda tale da influenzare l’andamento dei prezzi nel breve periodo».
I prezzi delle case sono aumentati un po’ ovunque ma sono soprattutto il Nord-Ovest e il Nord-Est a mostrare i rincari più marcati, rispettivamente del +5,5% e +4,1%. Segue il Sud e Isole (+2,3%) mentre il Centro si attesta su un tasso di crescita più basso (+0,9%).
La città che ha registrato i rincari più alti è stata Milano con un +15,9%, molto meno Torino (+1,8%) e Roma (+1,3%). Nel capoluogo lombardo non calano neppure i prezzi degli affitti nonostante il 290% in più di disponibilità rispetto al periodo precedente al Covid: secondo i dati del Centro Studi di Immobiliare.it al 31 agosto l’impatto sui canoni è quasi nullo: 565 euro è il prezzo medio richiesto per una stanza singola. Si tratta di solo un punto percentuale in meno rispetto al 2019.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: AGI
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