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La Brexit svuota la City di Londra

Le società di servizi finanziari scelgono la UE: -7500 posti di lavoro in tre mesi

La data di scadenza della Brexit è sempre più vicina e le ripercussioni si fanno sentire soprattutto nella City che, come rivelato dal Brexit Tracker della società di consulenza EY, inizia a svuotarsi.

A fare le valigie sono prima di tutto le società di servizi finanziari, che hanno già trasferito in paesi all’interno dell’Unione Europea oltre 7500 posti di lavoro e asset dei clienti europei per un valore di 1,2 trilioni di sterline.

Londra è stata fino ad oggi la capitale finanziaria d’Europa ma dal 2021 le società con sede nella capitale inglese perderanno le autorizzazioni per offrire servizi nei paesi Ue. Pertanto per continuare a fare business con gli attuali clienti dovranno fare affidamento sul fatto che l’Europa garantisca l’equivalenza (leggi qui).

Il fatto che le trattative siano ancora lontane dall’essere concluse e, anzi, che i rapporti siano sempre più tesi, preoccupa il settore delle società finanziarie che quindi stanno puntando a rafforzare la loro presenza sul continente. «Le società finanziarie devono assicurare come minimo ai clienti di essere pienamente operative – spiega Omar Ali, managing partner di EY per i servizi finanziari in Gran Bretagna – e in grado di servirli anche all’inizio del prossimo anno» (leggi qui).

Già dal momento del voto nel 2016 l’industria della finanza ha cominciato a spostare i suoi interessi sul continente per rafforzare la propria presenza. E solo nell’ultimo mese sono stati annunciati 400 trasferimenti. «Molte aziende sono ancora in una modalità ‘wait and see’ – specifica Ali – e per questo ci attendiamo prossimamente una nuova ondata di spostamenti».

Tra le società che hanno già fatto passi concreti ci sono JPMorgan Chase, che a fine settembre ha annunciato di voler spostare asset per 200 miliardi di euro da Londra a Francoforte, mentre 200 dipendenti della sede di Londra sono stati invitati a trasferirsi nella città tedesca o negli uffici di Parigi, Madrid e Milano. Stesse destinazioni per 100 dipendenti di Goldman Sachs, che dal primo gennaio 2021 dovranno garantire l’operatività dalle altre sedi europee (leggi qui).

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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