
Giù le saracinesche di bar e ristoranti alle 21 o alle 22 e stop alle lezioni in presenza per le classi superiori. Una decisione potrebbe essere presa già stasera o domani. Pressing del Pd
Coprifuoco alle 22 e didattica a distanza. Il Governo valuta una nuova stretta alla luce dell’impennata dei contagi di ieri, arrivati a 8.804.
Un nuovo provvedimento potrebbe essere varato già domani quando è in programma il Consiglio dei Ministri. Secondo indiscrezioni si sta ragionando su due fronti: imporre ai bar, ristoranti ed altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22 con multe severe per coloro che non rispettano le regole.
Non si esclude neanche la possibilità di reintrodurre la didattica a distanza, almeno per le superiori. La ministra Lucia Azzolina è assolutamente contraria ma dopo la decisione di De Luca chiudere in Campania scuole ed università fino al 30 ottobre (leggi qui), ora altri Governatori hanno chiesto misure analoghe su questo fronte. Dal canto suo il Partito democratico ha proposto di arrivare al 50% di didattica digitale alle superiori, alternando casa e scuola.
Ma indiscrezioni parlano anche di possibili chiusura di palestre, parrucchieri, barbieri, centri estetici, cinema e teatri.
Intanto da Bruxelles Conte ha lanciato un nuovo appello agli italiani: «Rispettiamo le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese». Ed anche se lo spettro di un nuovo lockdown generale fa tanta paura, lui insiste che non se ne parla. «Chiudere tutto sarebbe troppo dannoso, proprio adesso che l’economia mostra segni di ripresa», ha detto. Pare che sia contrario anche all’ipotesi di un fermo totale di un paio di settimane, per far respirare il Servizio sanitario nazionale: «Una cosa che non esiste – ha tuonato. – Dobbiamo aspettare due o tre settimane per capire gli effetti delle misure attuali, dalla mascherina all’aperto al limite di sei ospiti a casa».
Intanto però il Pd fa pressing sul Governo perché il vertice avvenga il prima possibile per decidere nuove misure restrittive. Il capo delegazione del Partito Democratico, Dario Franceschini, teme chiusure a macchia di leopardo: dopo la Campania potrebbe essere la Lombardia la seconda ad agire in modo più rigido rispetto a quanto previsto dall’ultimo dpcm deciso dal Governo (leggi qui).
Di parere opposto Matteo Salvini: «Spero che nessuno pensi di richiudere tutto quanto, perché per l’Italia sarebbe un disastro non solo economico ma anche culturale e sociale».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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