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Covid, l’Italia alle strette: sempre più Regioni chiudono e introducono la didattica a distanza

L’appello di Speranza ai cittadini: “State a casa il più possibile”

Coprifuoco e chiusure localizzate. Con strategie mirate l’Italia prova ad invertire la rotta e a frenare i contagi che preoccupano sempre di più il nostro Paese, con 10.874 nella sola giornata di ieri. L’obiettivo, ampiamente dichiarato, è scongiurare un nuovo lockdown generalizzato che finirebbe per dare il colpo mortale ad una economia già in forte affanno.

Come sappiamo il Piemonte ha deciso di rendere off limits nel fine settimana i centri commerciali non alimentari (leggi qui). La Regione introduce inoltre, dal 26 ottobre, l’obbligo per le classi dalla seconda alla quinta della scuola secondaria di secondo grado, di seguire per almeno il 50% dei giorni la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula. Anche la Liguria applicherà una ordinanza analoga a quella del Piemonte sulla scuola. Il presidente Toti, di concerto con il ministero della Sanità, firmerà un’ordinanza che da lunedì imporrà il divieto totale di assembramento ovunque nell’intero territorio per bloccare la crescita del contagio. Lombardia e Campania hanno già approvato ordinanze per proclamare il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino (guarda qui).

Nel mirino anche le grandi città, come vie e piazze della movida di Roma e Torino.

Molto attivi anche i sindaci. Chiusi le scuole e gli asili di Sestu, nella città metropolitana di Cagliari così come i baby parking, le palestre, le biblioteche e le piazze attrezzate con giochi. Non solo. Sino al 29 sono state sospese anche le manifestazioni culturali e sportive e tutti gli eventi pubblici e privati. Il mini lockdown deciso dalla sindaca Paola Secci è legato all’impennata di casi di Coronavirus, passati da 15 a 37 in pochi giorni. Molto a rischio sempre nelle città, ma soprattutto nei centri minori, i mercatini rionali o tra poche settimane quelli dedicati alle festività natalizie. È già accaduto a Gorizia, dove quest’anno non si terranno la consueta Fiera di Sant’Andrea (sia il mercatino, sia le giostre) e non verrà allestita la pista per il pattinaggio sul ghiaccio nella centrale piazza della Vittoria. Annullati definitivamente i mercatini di Natale anche in Alto Adige, come ha fatto sapere il governatore Arno Kompatscher, che ha annunciato la chiusura dei bar alle 23 e delle sale gioco alle 18. Niente mercatini anche a Trento, ha fatto sapere il primo cittadino Franco Ianeselli. L’accelerazione dei contagi porta i municipi a compiere gesti drastici, come è successo ad Altamura (Bari), dove sono stati annullati i consigli comunali e le riunioni delle commissioni in presenza. Infine mini lockdown nella penisola Sorrrentina, dove fino al 24 ottobre si effettuerà un controllo serrato per stanare possibili contagiati.

Intanto il ministro della Salute Speranza richiama i cittadini al senso di responsabilità ed invita tutti a rimanere a casa il più possibile. «C’è bisogno nelle prossime ore di ridurre le occasioni di contagio, evitare uscite, spostamenti non necessari e significa anche stare a casa il più possibile. Dobbiamo capire che ci sono attività essenziali che è giusto continuare e attività che ciascuno di noi può ritenere oggi meno indispensabili. Queste è giusto provare a rinviarle, per evitare che il contagio possa crescere nelle prossime settimane», ha detto a Dimartedì su La7.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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