
Con FiberCop l’obiettivo è cablare il Paese nei prossimi 5-6 anni
«Va avanti, sotto l’egida del Governo, la marcia verso la rete unica con qualche accelerazione e qualche rallentamento, ma direi che si sta procedendo con sicurezza». Lo ha assicurato l’amministratore delegato di Tim e vicepresidente di Confindustria con la delega al digitale, Luigi Gubitosi, nel corso del suo intervento al Digital Italy Summit 2020.
La sfida ora è far migrare i clienti verso la fibra. «Con la creazione di FiberCop – ha spiegato Gubitosi – abbiamo l’obiettivo di poggiare a terra quanta più rete possibile, cablare il Paese nei prossimi 5-6 anni, migrare grande parte dei nostri clienti verso le reti moderne. È un obiettivo ambizioso, che finora non è stato mai fatto».
Per Gubitosi l’azione si deve concentrare su cinque aree: chiusura digital divide, sviluppo banda larga e migrazione dei clienti su Ftth; accelerazione del 5G, sviluppo del servizio cloud e data; lo sviluppo servizi IoT e connessi (blockchain, cybersecuruty, inelligenza artificiale e analytics) e soprattutto le competenze digitali.
Sul fronte del 5G per Gubitosi l’Italia “è messa bene” e ha un vantaggio che non deve perdere. Per questo l’Ad preme per accelerare. Milano dovrebbe essere la prima area metropolitana coperta a fine anno, poi si passerà a Roma, Venezia, Firenze, Torino, Napoli, le altre grandi città e le aree di comunicazione come ferrovie ed aeroporti. «Nel 2021 dovremo iniziare a chiudere il digital divide in quante più aree possibili, è un lavoro su cui bisogna fare sistema», ha ribadito Gubitosi.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
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